Museo Nazionale Archeologico di Taranto  
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INSEDIAMENTO FORTIFICATO E NECROPOLI

Taranto - Crispiano, L'Amastuola

Età Arcaica


La località di l’Amastuola è ubicata a circa 14 chilometri nell’entroterra a nord-ovest di Taranto e occupa una posizione di notevole interesse strategico per il controllo dell’area pianeggiante costiera della chora (territorio) tarantina. Al 1988 risalgono i saggi effettuati nella necropoli, costituita da circa un migliaio di tombe sparse su una zona in declivio, che si sviluppa da nord, dove sorge la masseria omonima, a sud, verso la zona pianeggiante. Le sepolture, disposte su quattro modeste alture intervallate da tre piccole “lame”, sono formate da semplici fosse rettangolari, orientate nord-sud o nord-ovest/sud-est e scavate nella roccia, con controfossa di profondità variabile e copertura quasi sempre costituita da due lastroni in pietra tufacea locale. Molte sono tagliate da carrarecce, chiaramente di epoca successiva, che con andamento nord-sud attraversano la zona dirigendosi verso la parte alta.
Sono state esplorate 154 tombe, delle quali 80 relative a deposizioni infantili, che in molti casi si connotano come individui di pochi mesi di età. Gli scheletri si presentano in posizione supina con cranio posto a nord o nord-ovest mentre gli oggetti di corredo sono deposti quasi sempre all’interno della fossa. Nonostante l’intensa attività, da sempre svolta dagli scavatori clandestini nell’area, il rinvenimento di diverse tombe integre o con resti del corredo funebre attesta chiaramente, sia per i materiali, costituiti prevalentemente da ceramica paleo e meso corinzia, che per il rito utilizzato, un ambiente culturale esclusivamente greco e consentono di fissare il periodo di frequentazione della necropoli tra il secondo quarto del VII e i primi decenni del VI sec. a.C. Tale cronologia è stata confermata dalle indagini, effettuate nel 1991, nell’area interessata dall’insediamento, sita a nord della zona cimiteriale e di cui sono state parzialmente messe in luce alcune strutture abitative e un muro di recinzione ad aggere con funzioni difensive. Si tratta di abitazioni a pianta rettangolare, con una superficie disponibile di m 10,50 circa, costituite da muri perimetrali di pietre a secco alti 40 cm., che formavano la parte inferiore dell’elevato, completato probabilmente con mattoni crudi. All’interno una banchina, costruita con pietre piatte e regolari, e un focolare rudimentale completavano queste semplici abitazioni, che sono una chiara esemplificazione dell’edilizia privata del mondo greco e magno greco tra la fine dell’VIli e l’inizio del VII sec. a.C., e che riflettono la compagine sociale del periodo, costituita da famiglie nucleari ristrette, dedite principalmente all’agricoltura e all’allevamento. La presenza comunque nella medesima area di un precedente villaggio iapigio, completamente distrutto per l’impianto delle nuove strutture relative all’insediamento coloniale, è documentata dal rinvenimento di una capanna subcircolare, al di sotto di uno degli ambienti greci, e dall’abbondante presenza di ceramica iapigia.

Testo di Grazia Angela Maruggi


BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:
P E. LIPPOLIS, s.v. L’Arnastuola, in Bibliografia topografica della colonizzazione greca in Italia e nelle isole tirreniche, VIII, 1990, pp. 414-416, con bibliografia precedente.
G. A. MARUGGI, Crispiano (Taranto), l’Amastuola, in Notiziario delle attività di tutela. Settembre 1987-Agosto 1988, Taras VIII, 1-2, 1988,pp. 135-138.
G. A. MARUGGI, Crispiano (Taranto), l’Amastuola, in Notiziario delle attività di tutela. Giugno 1991. Maggio 1992, Taras XII, 2, 1992, pp. 298-300.
G. A. MARUGGI, Crispiano (Taranto), l’Amastuola, in AA. VV., Ricerche sulla casa in Magna Grecia e in Sicilia, Galatina 1996, pp. 197-218.

 

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