Museo Nazionale Archeologico di Taranto  
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NECROPOLI E AREA DI CULTO

Massafra, S. Sergio

Età Ellenistica


Località S. Sergio, distante 4 km. circa dal centro urbano di Massafra e sita a nord della S.S. 7 (Appia), è stata oggetto di due campagne di scavo, effettuate negli anni. L’impianto di numerose cave per l’estrazione della pietra ha in gran parte trasformato lo stato originario dei luoghi, ma, accanto a cave moderne, che hanno in parte distrutto le testimonianze precedenti. appaiono anche cave antiche, due delle quali, messe in luce durante gli scavi, hanno dimostrato chiaramente che servivano per l’estrazione delle lastre di copertura delle tombe, che costituiscono l’aspetto più imponente della zona. Della vasta necropoli sono state indagate 80 tombe circa, concentrate in due nuclei principali. Intervallandosi a tratturi, di cui restano ancora in situ notevoli tratti, esse presentano una tipologia già nota in altre necropoli greche: fosse rettangolari scavate nella roccia, chiuse per lo più da due lastroni non sempre regolari e completate da profonde controfosse. Soltanto poche sepolture, sfuggite al saccheggio clandestino molto attivo nella zona, hanno consentito di recuperare alcuni dati sul rituale funerario: i corredi si presentano poveri, costituiti da due o tre oggetti, tra cui compaiono più frequentemente la piccola tazza biansata a vernice nera e l’unguentario, che ci riportano cronologicamente al IV e al III sec. a.C., anche se una frequentazione più antica, risalente al V sec. a.C., è attestata da vari frammenti di ceramica a figure nere rinvenuti nel terreno di riempimento delle controfosse, nonché nel terreno di accumulo superiore. Lo scheletro, nei pochi casi in cui è stato rinvenuto, appariva in posizione supina, con le braccia distese lungo i fianchi. Notevole, in uno dei nuclei di necropoli, la presenza di due grandi tombe a camera, già violate, scavate nella roccia e costituite da un lungo dromos (corridoio) e da una cella quadrangolare, con klinai (letti funebri) su cui restano ancora tracce di pittura. Di un insediamento databile tra il IV e il III sec. a.C., in gran parte distrutto da una cava moderna sita immediatamente a nord, restano solo pochi ambienti, costituiti da muretti a secco di pietre di piccole dimensioni, e una cisterna a "campana" provvista di un sistema di canalizzazione per la raccolta delle acque piovane. Uno scarico di terrecotte votive, infine, databile al TV sec. a.C. e comprendente i tipi del Dionysos-Hades recumbente su kline, Persephone-Kore e Dioscuri, è stato rinvenuto in una zona immediatamente a nord dell’insediamento.

Testo di Antonietta Dell'Aglio


BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:
E. M. DE JULIIS, L’attività archeologica in Puglia - 1980, in Atti del XX Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 1980), Taranto 1981, pp. 370.
E. M. DE JULIIS, L’attività archeologica in Puglia, in Atti del XXI Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 1981), Taranto 1982, pp. 301-303.

 

 

 

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