In località Parete Pinto, sulla strada Comunale vecchia per Palagianello,
esiste un monumento di età augustea (I sec. a.C. - I sec. d.C.) in
perfetto opus reticulatum (opera reticolata: tecnica costruttiva romana
consistente nel rivestire il nucleo interno di un muro a sacco con
blocchetti romboidali di tufo o di calcare, disposti in modo da formare
un reticolo a scacchiera diagonale), costituito da un recinto di forma
trapezoidale, avente due ampi ingressi negli angoli nord-est e nord-ovest
ed un terzo al centro del lato meridionale. L’opus reticulatum è formato
da blocchetti di cm 10 dilato; presso gli ingressi i muri presentano
delle ammorsature di tufelli rettangolari alti cm 10 e lunghi circa
cm 20. La fondazione è costituita da due filari di pietre irregolari,
alti cm 40/50 e aventi uno spessore di cm 70/85. L’ingresso posto
a sud è preceduto da un corridoio lungo circa m 10, con piano pavimentale
in cocciopesto e muri di altezza digradante verso l’accesso alla struttura
da m 2,30 a m 1,40. All’inizio del corridoio, in posizione centrale,
è collocato un blocco di carparo che definisce un passaggio obbligato,
sicuramente in funzione della conta, tosatura e mungitura del bestiame
custodito nel recinto. I saggi di scavo eseguiti dalla Soprintendenza
nel 1957 e nel 1980 all’interno del monumento hanno rivelato l’assoluta
mancanza di strutture e pavimentazioni e la presenza invece di abbondanti
resti ossei di animali, il che avvalora l’ipotesi che la struttura
fosse un recinto per bestiame connesso alla pcirs rustica (ambienti
di servizio collegati ai lavori agricoli e all’allevamento del bestiame)
di una grande villa romana, e non una palestra come si riteneva erroneamente
fino ad alcuni anni addietro. Tutto ciò sembra confermato anche dall’esistenza
lungo la stessa strada, a breve distanza dal recinto, di una grande
cisterna (m 20 x 9,50) con rivestimento in malta idraulica, nonché
dal rinvenimento nella zona di frammenti di un mosaico e di ceramica
sigillata. Si ritiene che la cisterna di Parete Pinto e le altre,
rinvenute a nord della strada antica tra la lama di Lenne e Palagiano,
tutte collocate in punti dominanti, alimentassero i servizi di una
stazione itineraria della via Appia, situata a circa 15 miglia da
Taranto - forse una semplice mutatio (posto di cambio dei cavalli),
dal momento che non è ricordata dalle fonti - appoggiate a dei praedia
Pelagiana (poderi "pelagiani"), che si devono supporre all?origine
degli attuali toponimi Palagiano e Palagianello.
Testo di Teresa Schojer
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:
E.M. DE JULIIS, L’attività archeologica in Puglia - 1980, in Atti
del XX Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 12-17 ottobre
1980), Taranto 1981, pp. 368- 370, fig. 3.
G.UGGERI, La viabilità romana nel Salerno, Fasano 1983, p. 202.