Museo Nazionale Archeologico di Taranto  
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FRAMMENTI ARCHITETTONICI

Taranto, Giardini - Caduti sul lavoro

Età Romana


Sul lungomare Vittorio Emanuele 111, nel giardino Caduti sul Lavoro, sono conservati diversi elementi architettonici di età romana imperiale, provenienti da una stessa area, di proprietà Fanigliulo, compresa fra le vie V. Pupino, F. Di Palma e C. Nitti, di cui non è possibile proporre una sicura ubicazione topografica, in assenza di una sufficiente documentazione degli scavi succedutisi nella zona a più riprese, dalla fine del secolo scorso fino agli anni ‘50.
La destinazione pubblica del sito, a partire almeno dal I sec. a.C. fino ad età tardo-antica, è documentata dai singoli rinvenimenti riferibili a fasi cronologiche e a monumenti diversi.
Dall’area citata provengono innanzitutto un gruppo di quattro statue di marmo acefale e il ritratto dell’imperatore Augusto, rappresentato come pontefice massimo con il capo velato, esposti nel Museo Nazionale di Taranto. Si tratta molto probabilmente di un ciclo scultoreo a carattere onorario della famiglia giulio-claudia, che doveva essere dedicato in uno dei monumenti dell’area pubblica identificata.
Oltre ad elementi di cornici in marmo pertinenti ad un frontone di età imperiale (Il sec. d.C.), oggi sostenuti da pilastrini moderni di tufo rivolti verso il lungomare, si rinvennero strutture in opera quadrata (in blocchi regolari) e frammenti di architravi con iscrizioni di magistrati che ne curarono la posa in opera. Sulla base di recenti interpretazioni, tali reperti possono essere riferiti a più fasi di un edificio templare inserito in una piazza porticata.
Gli altri elementi architettonici visibili nell’area centrale del giardino e nelle aiuole (tre spezzoni di colonne di granito, un fusto liscio di colonna in marmo bianco, un fusto scanalato di colonna in marmo bianco, un frammento di cornice modanata in marmo) provengono da monumenti dello stesso sito e sono collegabili a rifacimenti di epoche diverse; per le fasi più recenti si segnala la presenza di un capitello ionico tardo antico, salvatosi insieme con gli altri reperti dallo spoglio dei monumenti della città romana, con il progressivo abbandono alto-medievale dell’abitato antico.

Testo di Antonietta Dell'Aglio


BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:
E. LIPPOLIS, Taranto, ciclo statuario Giulio- Claudio, in AA. VV., Vecchi scavi, Nuovi restauri, Taranto 1991, pp. 119-120.

 

 

 

 

 

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