In prossimità del Circolo Nautico, sul la costa di Mar Grande.
si on i resti di un portico e di strutture murarie in opus reticulatum
(opera reticolata. paramento perfettamente regolare di tufelli a
base quadrata, che formano una trama a rete).
L’arca archeologica purtroppo si presenta in uno stato di
completo abbandono, malgrado diversi interventi di sistemazione
operati nel tempo, anche a causa della particolare ubicazione in
un ambiente moderno alquanto nascosto a livello del mare, chiuso
da una cancellata in parte divelta.
Le strutture conservate sono da riferire alle fasi di sviluppo urbanistico
del municipio tarantino, all’epoca dell’imperatore Augusto,
fra la fine del I sec. a.C. e gli inizi del I sec. d.C. In questo
periodo, infatti, è documentata in città la costruzione,
nella stessa tecnica, dell’anti teatro e dell’acquedotto
proveniente da Saturo, i cui resti sono ancora conservati in corso
Italia. Non è possibile, allo stato attuale delle conoscenze,
stabilire lo sviluppo planimetrico dell’edificio, fortemente
compromesso dai lavori condotti nel sito in questo secolo; se ne
deve escludere, comunque, la pertinenza alle cosiddette terme di
Montegranaro. Dal momento che il monumento si pone in un’area
immediatamente suburbana, potrebbe essere interpretato come una
villa con affaccio sul Mar Grande, di cui resti conservati restituirebbero
parte di un prospetto.
Testo di Antonietta Dell'Aglio
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:
E. LIPPOLIS, Alcune considerazioni topografiche su Taranto romana,
in Taras, I, I981,p. 111.
E. LIPPOLIS, L’immagine della città greco—romana
tra realtà e leggenda in AA. VV., Una città inventata.
Una città vissuta, Mottola 1986, pp. 7 1-72.