All’interno dell’Ospedale Militare, in un vano ipogeo
accessibile dallo spiazzo del reparto infettivi, è conservata
una struttura monumentale rinvenuta nel 1901 durante i lavori di
sistemazione dell’Arsenale, nell’ ambito di indagini
più ampie che portarono all’individuazione, lungo la
costa di Mar Piccolo, di un santuario, una vasta e complessa area
sacra. L’edificio cultuale è costituito da una cella
rettangolare costruita in opus incertum (paramento in blocchetti
immersi nella malta cementizia, con faccia a vista irregolare),
utilizzando materiale di spoglio più antico.
L’accesso è aperto ad est per mezzo di una porta, di
cui si sono conservati gli stipiti ricavati in blocchi calcarei
monolitici. All’interno le strutture sono ancora rivestite,
in alcuni tratti, di uno strato di intonaco con tracce di decorazione
dipinta. di cui restano fasce verticali in rosso. In asse con l’ingresso
si riconosce, al centro, una struttura quadrata, certamente un altare;
sempre in allineamento, contro il muro di fondo occidentale, è
collocato un alto basamento in opera incerta, su cui è posto
un blocco rettangolare in carparo, con incavo centrale. Addossate
alle pareti orientale e meridionale, si conservano ancora, rispettivamente,
due e tre stele in calcare bianco molto compatto, di forma trapezoidale,
su basi modanate in carparo. Per la porzione conservata non recano
iscrizioni o rilievi, eccetto quella a sinistra della porta, su
cui è scolpita a bassorilievo una lunga torcia.
Q. Quagliati, al momento dello scavo, proponeva di riconoscere nel
monumento un tempio di Venus Libitina (Venere Libitina, dea dei
funerali), forse per la vicinanza con la necropoli romana. La rara
pratica rituale dell’altare interno, forse per offerte incruente,
e il simbolo della torcia su una delle stele suggeriscono l’esigenza
di un culto legato ad una divinità femminile ctonia (in relazione
con l’oltretomba): Demetra, Kore o Artemide/Hekate.
Sulla base della tecnica costruttiva e delle condizioni stratigrafiche
del rinvenimento, si può proporre per l’edificio una
datazione in età tardorepubblicana (II - I sec. a.C.).
Testo di Enzo Lippolis
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:
E. LIPPOLIS, Le testimonianze del culto in Taranto greca, in Taras
Il, 1-2, 1982, pp. 97-107, con bibliografia precedente.
T. SCHOJER, La ricerca archeologica, in AA. VV., Il Museo di Taranto.
Cento anni di archeologia, Taranto 1988, pp. 278- 280.
E. LIPPOLIS, La documentazione archeologica, in AA. VV., Taranto
(Culti Greci in Occidente I), Taranto 1995, pp. 71-77.