Antonietta Dell’Aglio
Nel cortile del condominio di via Polibio 55, si conserva un ipogeo
dipinto particolarmente interessante, che meriterebbe un’adeguata
sistemazione e valorizzazione. All’ipogeo si accede da ovest,
attraverso un dromos a nove gradini tagliati nella roccia, lungo
i margini del quale sono depositati diversi frammenti della volta
della camera funeraria, costituiti da blocchi sempre di carparo
con rosette a rilievo in giallo e i frammenti della porta a doppio
battente, dipinta ad imitazione delle porte lignee.
Attraverso un piccolo vestibolo, si accede alla camera funeraria,
parzialmente ricavata nel banco e rifinita in alto con una cornice
che non si conserva. Sulla parete di fondo, al di sopra della zoccolatura
in rosso e di una fascia in azzurro, si riconoscono le tracce della
decorazione a ghirlande e nastri. Ai lati si conservano due letti
funebri (klinai) del tipo con piedi a volute ioniche, con capezzali
sagomati e dipinti in giallo e piano deposizionale in rosso. Il
letto presenta un’unica traversa a rilievo e poggia su un
sostegno costituito da tre listelli a rilievo su piedi sagomati.
L’ipogeo di via Polibio 55 si inquadra nei primi decenni del
III secolo a.C.
Si auspica di poterlo rendere fruibile da parte soprattutto dell’utenza
scolastica, anche con il concorso delle Amministrazioni locali attraverso
la creazione di un accesso diretto dall’esterno, autonomo,
quindi, rispetto a quello attualmente utilizzabile.
BIBLIOGRAFIA:
F. TINÈ BERTOCCHI, La pittura funeraria apula, Napoli 1964,
pp. 104-105.