I resti di villa romana ancora visibili lungo la costa del Mar Piccolo,
nei pressi del Complesso di S. Pietro Marrese, acquistano maggiore
rilevanza dal fatto che sembrerebbero confermare una serie di notizie
letterarie sulle origini della chiesa di Taranto.
Infatti nella Historia Sancti Petri qualiter cum Sancto Marco Tarentum
venerunt (Storia di S. Pietro come con S. Marco venne a Taranto),
scritta probabilmente fra la fine del IX e gli inizi del X sec.
d.C. e pubblicata soltanto nel XVI sec. d.C., viene riportata la
notizia che l’apostolo Pietro, accompagnato dal discepolo
Marco, durante l’impero di Claudio (41-54 d.C.), partì
da Antiochia per raggiungere Roma. Giunto a Taranto, si diresse,
fra l’altro, sulle coste del Mar Piccolo, dove erano i giardini
del regulus (forse con il significato di dominus/signore) Eucadio,
il cui vecchio custode Amasiano era gobbo dalla nascita. Essendo
stato guarito da Marco, Amasiano si convertì al cristianesimo
e divenne successivamente il primo vescovo di Taranto. Nel corso
della sua opera di evangelizzazione, Marco, che era rimasto in città
i seguito alla partenza di Pietro, liberò dal demonio la
figlia di Eucadio, il quale, per riconoscenza, fece costruire nei
suoi possedimenti, nel luogo in cui l’apostolo Pietro aveva
predicato la parola di Cristo, una chiesa a lui intitolata. Le fasi
più antiche dell’edificio sacro tuttora esistente sono
riferibili all’altomedioevo. Del complesso residenziale romano
si conservano a vista i resti della probabile hasis villae (muro
di terrazzamento), ai piedi del costone roccioso naturale che si
erge a pochi metri dalla riva. Le strutture murarie superstiti sono
realizzate in opera quadrata (blocchi regolari) nella parte inferiore
e negli ammorsamenti laterali; nella parte superiore presentano
rifacimenti in opera laterizia, con l’impiego, cioè,
di mattoni cotti e malta cementizia, inquadrabili nei primi secoli
dell’impero romano (I-II sec. d.C.). Numerosi elementi architettonici
antichi frammentari sono reimpiegati nei muretti a secco e nelle
strutture medievali circostanti.
Infine, risalendo fino alla Masseria S. Pietro, oltrepassandone
l’ingresso e procedendo verso destra, è possibile notare
la presenza di un’area di necropoli finora mai indagata sistematicamente,
di età medievale (presumibilmente XII XIV sec. d.C.), sulla
base della caratteristica sezione trapezoidale delle sepolture ricavate
nella roccia, tutte da tempo depredate. Non si può escludere
comunque la presenza di tombe di età precedente.
Testo di Antonietta Dell'Aglio
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:
AA. VV., La Chiesa di Taranto, I,Galatina 1977.
G. PASANISI, S. Pietro sul Mar Piccolo nella storia di Taranto,
Roma 1982.
AA. VV., Taranto: la Chiesa / le chiese, Taranto 1992 (a cura di
C. D. Fonseca).