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VILLA ROMANA E NECROPOLI MEDIOEVALE Taranto, Circum - Mar Piccolo

Età Romana

Antonietta Dell’Aglio

I resti di villa romana ancora visibili lungo la costa del Mar Piccolo, nei pressi del Complesso di S. Pietro Marrese, acquistano maggiore rilevanza dal fatto che sembrerebbero confermare una serie di notizie letterarie sulle origini della chiesa di Taranto.
Infatti nella Historia Sancti Petri qualiter cum Sancto Marco Tarentum venerunt (Storia di S. Pietro come con S. Marco venne a Taranto), scritta probabilmente fra la fine del IX e gli inizi del X sec. d.C. e pubblicata soltanto nel XVI sec. d.C., viene riportata la notizia che l’apostolo Pietro, accompagnato dal discepolo Marco, durante l’impero di Claudio (41-54 d.C.), partì da Antiochia per raggiungere Roma. Giunto a Taranto, si diresse, fra l’altro, sulle coste del Mar Piccolo, dove erano i giardini del regulus (forse con il significato di dominus/signore) Eucadio, il cui vecchio custode Amasiano era gobbo dalla nascita. Essendo stato guarito da Marco, Amasiano si convertì al cristianesimo e divenne successivamente il primo vescovo di Taranto. Nel corso della sua opera di evangelizzazione, Marco, che era rimasto in città i seguito alla partenza di Pietro, liberò dal demonio la figlia di Eucadio, il quale, per riconoscenza, fece costruire nei suoi possedimenti, nel luogo in cui l’apostolo Pietro aveva predicato la parola di Cristo, una chiesa a lui intitolata. Le fasi più antiche dell’edificio sacro tuttora esistente sono riferibili all’altomedioevo. Del complesso residenziale romano si conservano a vista i resti della probabile hasis villae (muro di terrazzamento), ai piedi del costone roccioso naturale che si erge a pochi metri dalla riva. Le strutture murarie superstiti sono realizzate in opera quadrata (blocchi regolari) nella parte inferiore e negli ammorsamenti laterali; nella parte superiore presentano rifacimenti in opera laterizia, con l’impiego, cioè, di mattoni cotti e malta cementizia, inquadrabili nei primi secoli dell’impero romano (I-II sec. d.C.). Numerosi elementi architettonici antichi frammentari sono reimpiegati nei muretti a secco e nelle strutture medievali circostanti.
Infine, risalendo fino alla Masseria S. Pietro, oltrepassandone l’ingresso e procedendo verso destra, è possibile notare la presenza di un’area di necropoli finora mai indagata sistematicamente, di età medievale (presumibilmente XII XIV sec. d.C.), sulla base della caratteristica sezione trapezoidale delle sepolture ricavate nella roccia, tutte da tempo depredate. Non si può escludere comunque la presenza di tombe di età precedente.

BIBLIOGRAFIA:
AA. VV., La Chiesa di Taranto, I,Galatina 1977.
G. PASANISI, S. Pietro sul Mar Piccolo nella storia di Taranto, Roma 1982.
AA. VV., Taranto: la Chiesa / le chiese, Taranto 1992 (a cura di C. D. Fonseca).


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