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A SEGUITO DEI CAVALIERI TEUTONICI

Ceramiche rinascimentali da Torre Alemmanna
Testi di Giovanna Pacilio
Convento di San Domenico
19 ottobre 2002
Allestimento di Cristina Scialpi

Sulla strada provinciale per Candela a 18 Km da Cerignola č ubicato il complesso di Torre Alemanna, attualmente inserito nella frazione rurale di Borgo Libertą, fondata nel 1951.
Il nome Torre Alemanna (citato per la prima volta in un documento del 1333) deriva da una possente struttura a pianta quadrangolare alta 24 metri edificata dai Cavalieri dell´Ordine religioso-militare di Santa Maria dei Teutonici in Gerusalemme, meglio noti come Cavalieri Teutonici.
A quanto sembra, questi vennero in possesso del ricco feudo nella prima metą del XIII secolo grazie ad acquisti e donazioni, fra cui una particolarmente cospicua dovuta a Federico II di Svevia.
L´azienda, attraverso un´economia a carattere agricolo-pastorole, fra il XIV ed il XV secolo garantiva il sostentamento della casa di San Leonardo di Siponto, che era sede del Commendatore Regionale dell´Ordine Teutonico.

Alla fine del XV secolo, con i papi Sisto IV e Alessandro VI, l´amministrazione del feudo di Torre Alemanna passò ai cardinali commendatari che lo gestivano attraverso loro procuratori, finchè non fu incamerato nel 1789 dal Fisco Regio. Il complesso, vincolato con decreto del 15 marzo 1983 proposto dalla Soprintendenza per i beni ambientali architettonici artistici e storici della Puglia, e concesso in uso dall´ERSAP al Comune di Cerignola nel 1984, rappresenta da allora un cantiere­laboratorio in cui convergono le competenze di esperti di discipline diverse, impegnati nell´interpretazione della stratigrafia verticale del monumento, nel restauro e, più di recente, nell´esecuzione di ricerche archeologiche.
Le attività svolte fra il 2001 e il 2002 sono rientrate in un progetto sperimentale dal titolo "Torre Alemanna: interventi multidisciplinari di archeologia e restauro", cofinanziato dalla Commissione Europea nell´ambito del Programma quadro "Cultura 2000" e di cui è stata partner anche la Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia.

Il più notevole risultato dei restauri è forse rappresentato dalla individuazione, all´interno della torre, di un ambiente affrescato rivelatosi come il coro di una chiesa alquanto più antica, la cui parte restante è venuta alla luce al di là della torre.
Gli scavi hanno interessato varie parti del complesso, all´interno e all´esterno degli edifici. Si è così rinvenuta una fornace in laterizi, verosimilmente utilizzata per la produzione di mattoni o tegole, ma che indirettamente fa ritenere probabile la produzione sul posto anche di ceramiche. Al di là di varie strutture di epoche diverse, si sono individuati alcuni "butti" ed una fossa granaria, quest´ultima all´interno del cosiddetto Palazzo dell´Abate, che contenevano grandi quantità di materiali: avanzi di pasto, oggetti in metallo, un tesoretto di circa venti monete in bronzo, ma soprattutto reperti ceramici integri o in gran parte riconoscibili.

Il più antico deposito di ceramiche, riferibile ai secoli XIII­XIV, è stato rinvenuto all´esterno in prossimità della fornace ed ha restituito forme aperte di protomaiolica, rivestite in monocromia verde o con vetrina trasparente e decorate con motivi lineari in rosso e bruno.

L´insieme delle ceramiche rinvenute nella fossa granaria è riferibile ad un periodo compreso tra la fine del XV ed il XVI secolo.
Vi sono comprese maioliche d´importazione, tra cui un piattello decorato in blu, arancio e giallo con un giglio sul fondo, ed un consistente nucleo di graffito policromo, che consente di definire un "Tipo Torre Alemanna" finora sconosciuto, caratterizzato fra l´altro dalla costante presenza di ´colature´ nella decorazione.
Inoltre, alcuni esempi di invetriata policroma dipinta in rosso e verde con l´aggiunta del bianco (il cosiddetto "Tipo Bari") e stoviglie acrome da tavolo e da cucina di probabile produzione locale.

Torre Alemanna: portale d´ingresso

piatti in ceramica (prima metą XVI sec.)

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