INDICE BIOGRAFICO DEGLI ARTISTI

A

AGELADA DI ARGO: scultore greco nativo di Argo e attivo verso !a fine del VI sec- a.C., la cui considerazione fu tale da essere ritenuto dalle fonti antiche maestro di Fidia, Mirone, Policleto. La datazione delle sue opere, tra it 529 e il 450 ha fatto supporre l’esistenza di due artisti dallo stesso nome. Le opere (gruppo di atleti vincitori a Olimpia, ex voto dei Tarantini a Delfi, statue di divinità ecc.) sono note attraverso testimonianze e monete e sono assegnabili all’ultimo periodo arcaico.

ANTIDOROS: vasaio greco attivo nella seconda metà del VI sec. a.C., noto per la firma apposta su due coppe attiche a figure nere del tipo Drop provenienti da Taranto.

G

GRUPPO DEI COMASTI: è così definito un gruppo di pittori greci, dell’Attica, attivi nel VI sec. a.C., cosi chiamati dal soggetto trattato su vasi a figure nere: il kòmos, sorta di corteo a carattere orgiastico, tenuto al termine di un simposio, con figure femminili e maschili, rappresentate dapprima vestite, più lardi ignude, mentre danzano, suonano, bevono.

GRUPPO DI LEAGRO: definizione con cui si intende un importante atelier della ceramografia attica a figure nere, operante nell’ultimo venticinquennio del VI sec. a.C., cui sono stati ricondotti circa 300 pezzi, tra hydriai, anfore e grandi vasi, con decorazioni ispirate ai poemi omerici e ai cicli eroici di Eracle e Teseo. Lo stile si fonda su figure massicce e severe, con pochissimi ritocchi bianchi.

L

LISIPPO: scultore greco (Sicione 370 circa a.C.- ?). Fra i più apprezzati artisti presso la corte di Alessandro Magno, realizzò numerosi bronzi, ora perduti, e noti grazie a copie posteriori: atleti, divinità e ritratti eroicizzati dell’imperatore. Partendo dal canone di Policleto giunse, come nell’Apoxyòmenos, a forme più snelle, nervose e vibranti.

LYDOS: ceramografo greco di origine attica, attivo nei due decenni intorno alla metà dei VI sec. a.C.; il suo stile si distingue per la vigorosa monumentalità delle figure, l’azione e la drammaticità epica dei temi trattati.

O

ONATA DI EGINA: bronzista greco, di Egina, attivo nella prima metà del V sec. a.C. Nessuna delle sue opere ci è giunta e nulla si sa del suo stile, presumibilmente riconducibile all’arcaismo del V sec. a.C. a Egina; da alcune testimonianze si sa dell’ex voto dei Tarantini eseguito a Delfi e di varie statue di divinità e gruppi a Olimpia.

P

PICCOLI MAESTRI: gruppo di vasai e ceramografi greci, dell’Attica, attivi nei primi decenni della seconda metà del VI sec. a.C. Prendono nome dallo stile miniaturistico con cui decoravano soprattutto kylikes del tipo Hi-cups, band-cups e Drop, apponendovi frequentemente la loro firma.

PITTORE C o PITTORE CORINTIZZANTE: ceramografo greco, dell’Attica, operante nei secondo quarto del VI sec. a.C. come pittore a figure nere, di coppe cosiddette di Siana. È cosi chiamato per lo stile e i temi trattati, entrambi riconducibili allo stile protocorinzio; gli sono stati attribuiti circa 130 pezzi.

PITTORE DEL PARASOLE: ceramografo protoapulo attivo nell’ultimo quarto del V sec. a.C. Scarsamente documentato, è riconducibile alla cerchia del Pittore di Sisifo, l’iniziatore di quella corrente “monumentale” tipica della ceramografia apula del V-IV sec. a.C.

PITTORE DELLA NASCITA DI DIONISO: ceramografo protoapulo attivo tra la fine del V e gli inizi del IV sec. a.C. L’impianto figurativo del cratere del Museo di Taranto (che dà nome all’artista) e gli effetti luministici e prospettici di un frammento del Museo Allard Pierson di Amsterdam, derivati dalla pittura attica, anticipano la tradizione dei grandi crateri apuli del V sec. a.C.

PITTORE DI EDIMBURGO: ceramografo greco, dell’Attica, uno dei maggiori pittori a figure nere di lekythoi operante verso il 500 a.C., al quale sono state ricondotte un centinaio di opere tra cui anche hydriai e lekanides. A lui si deve un’innovazione, successivamente adottata nelle lekythoi del V sec. a.C.: un fondo chiaro, ottenuto attraverso la copertura della superficie del vaso con uno strato bianco-crema.

PITTORE DI FALMOUTH: ceramografo greco, dell’Attica, attivo nel primo venticinquennio del VI sec. a.C.; le opere a lui attribuite sono una dozzina circa di coppe a figure nere, raffiguranti scene di kòmos.

PITTORE DI HEIDELBERG: ceramografo greco dell’Attica, attivo a partire dal 575 a.C., così noto da due coppe conservate al Museo di Heidelberg. Le opere legate al suo nome sono delle kylikes del tipo detto di Siana, decorate con temi molto vari: soggetti mitologici, di genere e temi anche più originali.

PITTORE DI KLEOPHRADES: ceramografo greco, originario dell’Attica, attivo tra la fine del VI e il primo quarto del V sec. a.C. Personalità estremamente significativa nella ceramografia attica e in particolare quella a figure rosse, autore di numerosissimi vasi di grandi dimensioni, si caratterizza per l’intensità e la simpatia umana che infonde nei suoi schemi compositivi.

PITTORE DI KONNAKIS: ceramografo apulo attivo nella seconda metà del IV sec. a.C. A questa personalità, cui è stato attribuito il frammento del Museo tarantino da cui prende nome, sono forse riconducibili alcune altre opere, anch’esse frammentarie, caratterizzate da una certa preziosità cromatica e luministica, che sostanzia il realismo delle figure, e dalla resa prospettica delle ambientazioni.

PITTORE DI LUPOLI: ceramografo greco originario dell’Attica, attivo dopo la metà del V sec. a.C. Prende nome dalla località nella Taranto nuova ove sono state rinvenute due lekythoi a fondo bianco che stilisticamente riconducono al Pittore di Timokrates.

PITTORE DI MEIDIAS: uno dei più famosi ceramografi greci originari dell’Attica degli ultimi decenni del V sec- a.C. E’ noto per la decorazione soprattutto di grandi vasi, come lekythoi globulari o kalpides, ove figure di piccole dimensioni, divine e semidivine – come Afrodite e il suo seguito – dai panneggi lineari ricchi e svolazzanti, sì atteggiano in pose languide e situazioni incantate.

PITTORE DI NAUKRATIS: ceramografo greco, di origine laconica, così chiamato dal luogo in cui fu rinvenuta una kylix conservata al British Museurn. Lo stile, meno vigoroso rispetto a quello degli altri pittori laconici, rivela contatti con l’ambiente corinzio e attico. I temi più ricorrenti sono soggetti piuttosto semplici e scene di banchetto.

PITTORE DI FAN: ceramografo greco dell’Attica, attivo nel secondo quarto del V sec. a.C., uno dei maggiori rappresentanti del cosiddetto gruppo dei manieristi. Pittore di grandi anfore, lekythoi, ma anche di coppe e alàbastra, si distingue per il vigoroso disegno delle figure, sempre più caratterizzate dall’energico movimento e teatralità di atteggiamenti, nella cui impostazione si ravvisa una programmatica volontà arcaizzante.

PITTORE DI TESEO: ceramografo greco originario dell’Attica, attivo intorno al 500 a.C. Pittore soprattutto di skyphoi e di lekythoi, prende nome da uno dei soggetti mitologici che, con Eracle e Dioniso, ricorre con maggiore frequenza nelle sue decorazioni. Temi eroici, ma anche scene quotidiane sono alla base del suo stile narrativo, dalle forme salde e compositivamente innovative.

POLIGNOTO: ceramografo greco, originario dell’Attica, operante nel terzo quarto del V sec. a.C., la cui firma come pittore compare su cinque vasi a figure rosse. Prossimo al Pittore dei Niobidi, le sue opere manifestano una grave e spettacolare passionalità, che si esprime in temi quali centauromachie, amazzonomachie o episodi omerici.

PRASSITELE: scultore greco di Atene, dove fu attivo nel IV sec. a.C. lavorando il bronzo e soprattutto il marmo. Le sue statue, replicate in un gran numero di copie, ritraevano le divinità in atteggiamenti umanizzati. La naturalezza del modellato, trattato nei lievi passaggi chiaroscurali della superficie marmorea, risultava accentuata dalle velature di colore, eseguite, pare, dal pittore Nicia.

S

SKOPAS: scultore e architetto greco originario di Paro, attivo nel IV sec. a.C. Lavorò al tempio di Athe-na Alea a Tegea, alla decorazione dell’Artemisio di Efeso e al Mausoleo di Alicarnasso. Le numerose copie pervenuteci rivelano uno stile intenso, vibrante, carico di tensione e dramma.

T

TIMOTEO: scultore greco originario forse di Epidauro, operante nella prima metà del IV sec. a.C. e riconducibile alla corrente postfidiaca. Lavorò al tempio di Asklepios a Epidauro (modelli per le sculture frontonali e acroteri del frontone occidentale) e al Mausoleo di Alicarnasso, nell’esecuzione del fregio con episodi di amazzonomachia e centauromachia. Lo caratterizza l’effetto luministico dei panneggi, resi in pieghe sottilissime o profonde e aderenti al corpo.

TLESON: vasaio greco, attivo verso la metà del VI sec. a.C., la cui firma compare su una serie di coppe decorate in stile cosiddetto miniaturistico da un ceramografo attico, nolo col nome di Pittore di Tleson, che sì distinguono per accuratezza tecnica ed essenzialità della rappresentazione, fondala molto spesso su figure di animali; p. 33.

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