GLOSSARIO DELLA MITOLOGIA

A

Achille: leggendario eroe greco, figlio di Peleo e di Teti che, immergendolo nello Stige lo rese invulnerabile, salvo che nel tallone per il quale lo reggeva. In quel punto fu colpito da una freccia, guidata da Apollo, mentre partecipava con coraggio e valore all’assedio di Troia, come canta l’Iliade omerica.

Afrodite: dea greca della bellezza, dell’amore e della fecondità nata, secondo la tradizione, dalla spuma del mare, come suggerisce lo stesso nome aphros. Protettrice della navigazione, era venerata soprattutto nelle isole e nelle città portuali.

Agamennone: eroe omerico fuggito a Sparta con il fratello Menelao dopo che Tieste ne uccise il padre Atreo, re di Micene. Capo della spedizione militare contro Troia, scatenata da Paride che rapì Elena, moglie del fratello, sacrificò ad Artemide la figlia Ifigenia per il buon esito dell’impresa. Al suo ritorno, Egisto, amante della moglie Clitennestra, lo uccise.

Alcmena: figlia di Elettrione, re di Micene, e moglie di Amfitrione, suscitò la gelosia di Era in quanto Zeus, assunte le sembianze del marito, la sedusse. Dalla loro unione nacque Ercole.

Amazzoni: donne guerriere abitatrici della regione del Termodonte, sulle sponde meridionali del Mar Nero. Abilissime nel tiro con l’arco e nel cavalcare, nelle loro tribù non erano ammessi, salvo che per ragioni di procreazione, gli uomini. Per facilitare l’uso dell’arco si amputavano uno o entrambi i seni.

Amfitrione: mitico eroe greco, figlio di Alceo re di Tirinto e sposo di Alcmena, di cui uccise casualmente il padre Elettrione, re di Micene e fu per questo esiliato a Tebe. Partito in una spedizione contro i Tafi per vendicare l’uccisione dei fratelli della moglie, Zeus ne assunse le sembianze e sedusse Alcmena che diede alla luce Ercole.

Amorino: originariamente la personificazione di Eros, dio greco dell’amore, dal quale in età ellenistica derivarono più amorini che, costituenti il seguito di Eros stesso e di Afrodite, assunsero le sembianze di fanciulli o bimbi, spesso alati. Da essi scaturirono gli angioletti e i putti cristiani.

Anteo: gigante figlio di Poseidone e di Gea, la terra, dal cui contatto traeva quella grandissima forza che gli consentiva di vincere chiunque lottasse con lui. Ercole riuscì infatti a soffocarlo sollevandolo da terra e stringendolo tra le sue braccia.

Apollo: figlio di Zeus e Leto e fratello gemello di Artemide, incarnava per i Greci l’ideale della bellezza fisica maschile e della razionalità umana; come tale era il dio del bene, dell’ordine e delle arti (poesia, musica ecc.) e protettore delle Muse. Con le sue frecce procurava malattie (peste), ma poteva anche allontanare il male.

Apollo Hyakinthos: epiteto derivato dall’identificazione, documentata solo a Taranto e nota attraverso Polibio, di Apollo con Hyakinthos. Questi, divinità prettamente laconica, era il giovane amato da Apollo e ucciso per errore dal dio durante il lancio del disco, forse per l’intervento del geloso Boreas.

Aretusa: ninfa che, inseguita da Alfeo, dio del fiume dove ella faceva il bagno, fuggì dall’Elide sino a che Artemide la soccorse trasformandola in sorgente nell’isola di Ortigia, presso Siracusa, dove Alfeo la raggiunse dopo aver attraversato il mare.

Arianna: figlia del re di Creta Minosse e di Pasifae. Grazie al suo gomitolo di filo Teseo riuscì a uscire dal labirinto dopo avervi ucciso il Minotauro. Fuggita con l’eroe ateniese, fu però da questi abbandonata sull’isola di Nasso. Dioniso, che la trovò addormentata, ne fece la sua sposa.

Artemide: figlia di Zeus e di Leto e sorella maggiore di Apollo, era la dea della caccia, dei boschi, della vegetazione e, in epoche arcaiche, specie in Oriente, anche della fecondità. Affermatasi infine come dea della castità e come abilissima cacciatrice, con le sue frecce era in grado, come il fratello, di provocare la morte. I Romani la identificarono con Diana.

Artemis Bendis: epiteto derivato ad Artemide dalla sua identificazione con la divinità femminile cacciatrice Bendis, venerata in Tracia e il cui culto prevedeva riti a carattere orgiastico.

Atena: figlia di Zeus che la generò completamente armata dal suo cervello dopo averne ucciso la madre Mètide; fu la dea vergine della sapienza e dell’intelligenza, protettrice delle scienze e delle arti, specie domestiche, e delle istituzioni cittadine. Dea della guerra, lo era anche della pace e della vegetazione. Venerata in tutta la Grecia e ad Atene in particolare, le furono consacrati il serpente e, in seguito, la civetta e l’ulivo. I Romani la identificarono con Minerva.

Atena Promachos: epiteto di Atena nel suo ruolo di guerriera, traducibile infatti con «colei che nella battaglia è sempre in prima fila».

B

Bellerofonte: eroe vissuto alla corte di Preto, re di Argo, famoso per l’uccisione della mostruosa Chimera, impresa in cui riuscì grazie all’aiuto di Atena e del cavallo alato Pegaso. Diverse sono le versioni relative alla sua triste fine, dopo che ebbe perso il favore degli dei.

Bòreas: dio greco del vento del Nord che, rapita la figlia di Eretteo Orizia, ebbe da lei due figli, Zete e Calai. Il culto di questa divinità, raffigurata con lunga barba, fu vivo soprattutto ad Atene in seguito all’aiuto dato agli ateniesi nella lotta contro la flotta persiana di Serse.

C

Centauri: figure mitiche aventi metà corpo di cavallo e metà di uomo che abitavano la Tessaglia. Furono combattuti dai Lapìti alle nozze di Piritoo per aver tentato dì rapirne la sposa Ippodamia.

Chimera: essere mostruoso che emetteva fuoco, il cui corpo era formato dall’unione di vari elementi animali: dotato, secondo alcuni, di tre teste (leone, capra, serpente), secondo altri aveva una sola testa di Icone, il corpo di capra e la coda di serpente.

Cicno: figlio di Ares e di Pirene; in un bosco sacro ad Apollo in Tessaglia, assaliva e assassinava i pellegrini in viaggio per Delfi. Venne ucciso infine da Ercole.

D

Demetra: dea greca della terra coltivata, figlia di Crono e di Gea; da Zeus, suo fratello, ebbe Persefone. Protettrice dell’agricoltura e delle messi, come la romana Cerere con cui fu identificala, le erano consacrate le feste della semina e del raccolto. Suoi attributi erano infatti le spighe, il narciso e il papavero, il serpente, la fiaccola ecc.

Dioniso: figlio di Semele e di Zeus che, morta la madre, portò a termine la gestazione cucendolo nella propria coscia. Originariamente dio greco della vegetazione e della fertilità, col tempo venne sempre più connesso al vino e alla vite. I culti legati al suo nome ebbero carattere orgiastico; accompagnato da Sileno, io seguivano menadi, baccanti e satiri.

Dionysos Kataktonios: epiteto derivato a Dioniso dal suo aspetto ctonio, infernale, probabilmente riferibile alle origini del suo mito legato alla terra e alla madre Semele.

Dioscuri: Castore e Polluce, i due eroi gemelli nati da Zeus e Leda, considerati divinità benefiche e protettori dei naviganti. Fra le varie imprese compiute – caccia al cinghiale Calidonio, spedizione degli Argonauti,…. – la più famosa è forse il rapimento delle figlie di Leucippo, nel corso del quale Castore fu ucciso. Ottennero da Zeus di rimanere uniti a condizione che trascorressero alternativamente un giorno nell’Olimpo e uno negli Inferi.

E

Edipo: più d’una sono le versioni, trattate nella tragedia greca, della leggenda di questo eroe, figlio di Laio re di Tebe e di Giocasta, e che il padre tentò di uccidere per evitare – invano però – che si avverasse la profezia dell’oracolo. Edipo infatti, cresciuto lontano dalla corte, lo uccise casualmente e, avendo risolto l’enigma della Sfinge, divenne re di Tebe e inconsapevolmente sposò la propria madre. Scoperta la verità, si accecò e venne cacciato dalla città.

Era: la maggiore dea dell’Olimpo greco, figlia di Crono e di Rea, fu sorella e sposa di Zeus che, nelle numerose relazioni con altre figure divine e umane, ne suscitò la gelosia e la vendetta. Protettrice della natura, della vita matrimoniale e della maternità, le furono consacrati il pavone e la melagrana.

Eracle: mitico eroe greco, figlio di Zeus e Alcmena, famoso per le sue innumerevoli imprese, tra cui le dodici fatiche impostegli da Euristeo re di Micene per espiare la colpa commessa uccidendone i figli. Dopo la morte, venne trasportato sull’Olimpo e gli venne concessa l’immortalità. Personificazione della forza fisica e del coraggio, fu una delle figure più popolari dell’iconografia antica.

Eros: figlio di Ares e Afrodite, sposo di Psiche, fu il dio greco dell’amore. Venerato anche come simbolo dell’amicizia tra uomini e giovani, col tempo prese l’aspetto di un fanciullo alato e armato di arco e frecce che, scoccate contro uomini e dei, li infiammavano di passione.

Erote: figura minore della mitologia greca, derivata da Eros e rappresentata come fanciullo alato.

Euristeo: mitico re di Micene, figlio di Stenelo e nipote di Perseo, a sua volta figlio di Zeus. Questi promise immenso potere al primo nato della sua stirpe; Era, dunque, gelosa di Alcmena che aspettava Eracle da Zeus, lo fece nascere prematuramente, ottenendo così che egli sottomettesse Eracle imponendogli le dodici fatiche.

F

Falanto: spartano emigrato in Italia durante le guerre messeniche, mitico fondatore della città di Taranto ove guidò i Parteni fuggiti da Sparta.

G

Genio: nella mitologia pagana lo spirito, buono o cattivo, che presiedeva al destino umano. Presso i Romani fu la divinità tutelare della famiglia e protettrice del singolo.

Gigantomachia: la mitica lotta tra i giganti, i figli di Gea dalle straordinarie proporzioni e forza, e gli dei dell’Olimpo.

Gorgone: mostro femminile alato e dai capelli di serpenti, identificato in seguito nelle tre distinte figure di Medusa, Furialo e Steno, figlie di Forco e Ceto. Abitatrici dei confini dell’Occidente, avevano il potere di pietrificare chiunque con il loro sguardo.

Grifone: mostro fantastico, con testa e artigli di aquila e con corpo e zampe di leone. Di origine orientale, nella mitologia greca fu consacrato ad Apollo.

H

Hades: figlio di Crono e di Rea, sposo di Persefone, fu dio greco dell’oltretomba. Come padrone delle ricchezze del sottosuolo assunse il nome di Plutone. Nella divisione del mondo con i fratelli, mentre a lui spettò il regno dei morti, a Zeus andò la terra e a Poseidone il mare.

Helios: il dio greco del sole, figlio di Iperione, fratello di Selene e di Eos, padre, tra gli altri, di Fetonte. Sul suo carro sorgeva ad Oriente ogni mattina dall’Oceano e vi ritornava da Occidente dopo aver percorso la volta celeste. Gli era consacrato il gallo.

Hermes: dio greco figlio di Zeus e Maia, messaggero degli dei. Protettore dei viandanti e del commercio, lo fu anche, per la sua furbizia e abilità, dei ladri. Suoi tipici attributi erano il mantello da viaggiatore, il petaso, il caduceo e i sandali alati.

I

Iakkos: divinità greca componente, con Demetra e Kore, la triade eleusina. Nonostante l’importanza assunta dal suo culto a partire dal V sec. a.C., fu probabilmente una divinità minore le cui funzioni rimasero poco caratterizzate.

Idra: mostruoso serpente che devastava la palude di Lerna; aveva più teste (sino a nove) che, tagliate, rinascevano immediatamente. Ercole la uccise come seconda fatica.

Iolao: figlio di Ificle, fu l’eroe tebano compagno di Eracle in molte imprese. Cocchiere abilissimo, vinse i primi giochi olimpici e i giochi funebri per Pelia; sposò Megara, cedutagli da Eracle. Il suo culto si diffuse da Tebe e Atene in Sardegna e Sicilia.

Iris o Iride: venerata solo nell’isola di Ecate, era considerata dai Greci la messaggera degli dei; per indicare la rapidità con cui recava ordini alle divinità veniva infatti rappresentata alata e con vesti svolazzanti. Era anche personificazione dell’arcobaleno.

K

Kore: letteralmente giovanetta era l’altro nome di Persefone, figlia di Demetra.

L

Leda: figlia del re Testio e di Euritemide, sposò Tindaro, re di Sparta. Zeus la sedusse sotto forma di cigno e Leda concepì un uovo da cui nacquero Elena e Polluce o, secondo altre versioni del mito, da due a quattro uova che originarono anche Castore e Clitennestra.

Leone nemeo: il leone che terrorizzava le genti di Nemea, valle dell’Argolide, che Ercole strangolò come sua prima impresa e della cui pelle fece una veste che lo rendeva invulnerabile.

Leucippidi: le figlie di Leucippo, re della Messenia, o, secondo alcuni, le prime due Ilera e Febe. Fidanzate ai due gemelli Ida e Linceo, furono rapite dai cugini di questi ultimi, i dioscuri Castore e Polluce.

M

Menadi: le seguaci di Dioniso, che facevano parte del corteo e partecipavano ai culti orgiastici del dio.

Minosse: mitico re di Creta, figlio di Zeus e di Europa e sposo di Pasifae. Chiese a Poseidone di far sorgere dal mare un toro che gli avrebbe sacrificato; venuto meno alla promessa, per punizione, la moglie si accoppiò con il toro e generò il mostruoso Minotauro che il sovrano rinchiuse nel labirinto costruito da Dedalo. Inseguendo quest’ultimo, Minosse fu ucciso dal re Cocalo in Sicilia e, nell’Ade, divenne il giudice dei morti.

Minotauro: essere mostruoso dal corpo umano e testa di toro, generato dall’unione di Pasifae, moglie di Minosse e il toro mandato da Poseidone. Rinchiuso nel labirinto, ove gli venivano dati in pasto ogni anno sette fanciulli e sette fanciulle ateniesi, venne infine ucciso da Teseo.

Muse: le nove figlie di Zeus e di Mnemosine, protettrici della poesia, del canto e della danza, guidate da Apollo. In origine tre, a seconda dei luoghi e degli autori variarono di numero e furono tra loro scambiate. Tradizionalmente sono ricordate: Clio, Euterpe, Talia, Melpomene, Tersicore, Erato, Polimnia, Urania e Calliope.

N

Nereidi: le cinquanta (o più, secondo alcuni) figlie di Nereo e Doride. Ninfe del mare e benigne verso gli uomini, vivevano nel fondo dell’Oceano e cavalcavano delfini accompagnate dai Tritoni, con i quali costituivano il seguito di Poseidone.

Nesso: il centauro che traghettava i viaggiatori oltre il fiume Eveno, ucciso da Eracle perché tentò di violentarne la sposa Deianira. Ma prima di morire riuscì a ingannarla donandole come talismano il proprio manto intriso di sangue che, indossato da Eracle, ne causò la morte.

Nike: personificazione greca della vittoria e ritenuta di essenza divina, veniva raffigurata come donna alata, dalle vesti fluttuanti e reggente una corona (della vittoria) o delle palme.

O

Orfeo: mitico cantore greco, tanto abile nel suonare la lira da incantare l’intera natura. Figlio di Eagro e di una musa (Calliope o Polimnia), sposò la ninfa Euridice; alla sua morte egli scese negli inferi e grazie al suo canto ottenne di riportarla fra i vivi a condizione di non voltarsi a guardarla prima di giungere sulla terra. Ma Orfeo si volse e cosi Euridice tornò per sempre tra i morti. Inconsolabile, vagò per il mondo sino a quando fu dilaniato dalle menadi.

P

Pegaso: il cavallo alato che Poseidone generò dal sangue della Gorgone decapitata da Perseo. Bellerofonte, che l’aveva catturato, lo cavalcò riuscendo a vincere la Chimera. Passato al servizio di Zeus, divenne infine una costellazione.

Peleo: mitico eroe greco, figlio di Baco e di Endeide. Partecipò a numerose imprese, divenne re di Ftia e, unico mortale, sposò una dea, la ninfa marina Tetide figlia di Neleo, ricevendo da Zeus come dono di nozze i due cavalli immortali Xanto e Balio. Dalla sua unione nacque Achille.

Persefone: figlia di Zeus e di Demetra. Rapita da Hades, sovrano degli inferi, ne divenne sposa e regina dell’oltretomba. La madre ottenne però che, per un terzo dell’anno, la figlia tornasse sulla terra. Simbolo del rinascere della natura, fu venerata come divinità agraria, e come tale assumeva il nome di Kore.

Poliboia: nome della sorella di Hyakinthos nota, secondo Pausania, dalla pittura eseguita da Nicia, che la ritrae con il fratello, su un monumento funebre ad Amicle, in Laconia.

Poseidone: divinità greca del mare, parte del mondo spettatagli dopo la divisione con i due fratelli Zeus e Hades. Sposo di Anfitrìle, era invocato dai marinai; da lui dipendevano infatti i fenomeni del mare, da tempeste e maremoti al loro placarsi. Dai Romani venne identificato con Nettuno.

Potnia Teròn: divinità di origine minoica delle foreste, delle fiere e della fecondità naturale con la quale fu in seguito identificata Artemide, dea della caccia.

Psiche: presso i Greci, il soffio o respiro vitale con cui veniva identificata l’anima, rappresentata come essere alato oltre che come uccello o farfalla, che già Platone mise in relazione con l’amore. Nella celebre favola delle Metamorfosi di Apuleio è la bellissima fanciulla di cui si innamorò Eros.

S

Sfinge: figlia della mostruosa Echidna e del gigante Tifone, aveva volto e busto di donna, zampe, coda e restante corpo di leone.

Sileno: essere semidivino che faceva parte, con satiri e menadi, del seguito di Dioniso. Aveva forma umana, ma orecchie, coda e talvolta zoccoli equini.

Sirene: originariamente genii della morte, nella Grecia e Roma antiche erano raffigurate nella parte superiore del corpo come donne e, nell’inferiore, come uccelli (solo in epoca medievale subentrerà la coda dì pesce). Dalle isole e scogli ove erano stanziate, ammaliavano i naviganti con la loro bellezza e il dolcissimo canto, facendoli naufragare.

T

Tarante: leggendario figlio di Poseidone che, giunto nell’Italia meridionale dal Peloponneso, fondò la città di Taranto.

Teseo: leggendario eroe dell’Attica, figlio di Egeo re di Atene e di Etra. Dopo varie imprese, parti per Creta con i giovani ateniesi destinati ogni anno in sacrificio al Minotauro. Ucciso il mostro, riuscì ad uscire dal labirinto grazie al filo di Arianna, figlia di Minosse, con la quale fuggì dall’isola abbandonandola però a Nasso. Numerose furono anche altre imprese.

Teti o Tetide: la ninfa marina figlia di Nereo e Doride. Contesa per la sua bellezza da Zeus e Poseidone, quando Prometeo predisse che il figlio di Teti sarebbe stato più potente del padre, gli dei la diedero in sposa al mortale Peleo, dal quale ebbe Achille.

Tifone: figlio di Tartaro e di Gea, personificazione delle eruzioni vulcaniche e dei terremoti; dall’aspetto mostruoso, uomo talvolta alato nella parte superiore del corpo e serpentiforme nell’inferiore. Da Echidna ebbe mostri e giganti. Secondo alcuni, per la sua ribellione fu seppellito da Zeus sotto l’Etna in Sicilia.

Tritone: dio greco del mare, ritenuto figlio di Poseidone e di Anfitrite, dall’ibrida figura di uomo nella parte superiore e dì pesce, talvolta squamato e con pinne nell’inferiore, spesso raffigurato mentre suona un corno o una conchiglia. Il nome definì anche quegli esseri, dalle medesime caratteristiche che con le Nereidi facevano parte del seguito di Poseidone.

Troilo: figlio minore di Priamo, re di Troia, e di Ecuba, ucciso da Achille quando si avventurò fuori città per abbeverare i cavalli.

Z

Zeus: nell’antica Grecia, la suprema divinità, figlio di Crono e di Rea, signore degli dei, degli uomini e dell’intero universo. Da lui dipendevano le varie manifestazioni atmosferiche (il fulmine era la sua arma) e, quale custode dell’armonia del mondo, era considerato giudice delle azioni umane, protettore della città, dello Stato e della famiglia. Fratello di Era, di cui era anche sposo, innumerevoli furono i suoi rapporti con dee e donne mortali. A lui erano consacrali vari monti, e fra questi l’Olimpo, ritenuto la sua dimora.

Zeus Lykaìos: epiteto derivato dal nome del monte Liceo in Arcadia, consacrato al culto di Zeus.

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