GLOSSARIO DEI TERMINI ARTISTICI E TECNICI

A

Abaco: letteralmente tavoletta, viene così definita la lastra superiore del capitello, di forma quadrata o rettangolare e più o meno sottile, su cui poggia l’architrave.

Acefalo: termine solitamente riferito alla scultura antica, indica una statua priva della testa.

Acropoli: parte alta, generalmente fortificata, di una città greca; inizialmente sede del principe, fu in seguito destinata a ospitare importanti centri di culto.

Acroterio: nell’architettura antica, l’elemento decorativo, geometrico o naturalistico, posto alla sommità di edifici templari (al vertice e alle estremità laterali del frontone).

Aggere: terrapieno, argine.

Ago crinale: spillone in osso, avorio o metallo da infilare nei capelli.

Agone: nell’antica Grecia le gare ginniche, ippiche e musicali che, in origine, avevano carattere funerario e successivamente vennero disputate in onore di divinità o per festeggiare particolari avvenimenti.

Agorà: la piazza pubblica, cuore della città greca e luogo di riunione dell’assemblea popolare. Per la sua importante funzione di centro commerciale, politico e religioso (era infatti delimitata da edifici pubblici, uffici, templi, are, ecc.), veniva considerata punto di riferimento per tulio l’organismo urbano.

Alàbastron: piccolo vaso dalla forma allungata, fondo arrotondato, collo stretto, imboccatura larga e piana, privo di anse e destinato a contenere unguenti e olii profumali.

Amigdala: strumento preistorico ottenuto scheggiando a margini rettilinei sulle due facce un nucleo di selce o di pietra; la parola deriva dal termine greco che significa mandorla, della quale ricorda !a forma.

Anfora: grosso vaso a due anse adatto a contenere liquidi; di varia l’orma, si presenta di solito allungato, strozzato all’imboccatura e alla base.

Antropomorfo: che ha forma umana.

Aryballos: vaso di piccole dimensioni, di forme diverse (globulare, a pera, rigonfio in basso ecc.), con collo stretto e una o anche due piccole anse, destinato a contenere oli o profumi.

Ascia: strumento da lavoro o per difesa e combattimento, litico, scheggialo, poi levigato e successivamente anche in metallo. 11 tipo ad alette deriva il nome dai bordi rialzati a formare due alette per permettere l’immanicatura di legno o di corno.

Auleta: dal greco, suonatore di flauto (aulòs).

Auriga: nell’antichità il guidatore di cocchio nel combattimento e nelle gare ippiche.

B

Baccellatura: motivo decorativo, di derivazione vegetale, costituito da elementi convessi, detti baccelli, che si sviluppano in modo da formare l’ornamentazione dì una superficie (vasi) o di una modanatura architettonica.

Balsamario: recipiente a forma di bottiglia, generalmente di piccole dimensioni, destinato a contenere unguenti profumati.

Biconico: in archeologia, un vaso o l’urna cineraria a forma di doppio tronco di cono, unito per le due basi maggiori.

Bifacciale: strumento litico ottenuto mediante ampi stacchi sulle due facce, lungo tutti i bordi o solo in parte, di spessore variabile.

Buccheroide: tipo di ceramica presente sin dall’età preistorica, perfezionata successivamente nella civiltà etrusca con il cosiddetto bucchero, vaso in argilla fine, nerastra e lucida.

Bulino: strumento litico, su scheggia o su lama, tipico delle industrie del paleolitico superiore. Caratterizzato da uno o più spigoli vivi ottenuti mediante percussione, era usato per incidere osso, corno, avorio, legno, ecc. In seguito strumento in acciaio dotato di una punta acuta, atto ad incidere superfici metalliche.

C

Cancellatura, decorazione a: tecnica di decorazione geometrica delle ceramiche che, per il fissaggio del colore, usa del grasso animale al di sopra del quale, una volta essiccato, si stende ossido di manganese. Il grasso, sciogliendosi, lascia gli spazi ben definiti di colore.

Carbonio 14 (C14): isotopo radioattivo del C12 presente nell’atmosfera e che, assimilato dagli organismi viventi (vegetali, animali, uomini), dopo la loro morte si libera in quantità costante, dimezzandosi in circa 5.500-5.700 anni. Misurando la residua radioattività di C14, presente nelle ossa di un organismo, è possibile determinare, con una certa approssimazione, il tempo trascorso dalla sua morte, risalendo sino a 80.000/90.000 anni fa.

Cariatide: in architettura, figura femminile scolpita utilizzata come elemento di sostegno al posto di colonna o pilastro. Interpretata da alcuni come statua dì danzatrice, da altri come statua votiva, è famosa la versione leggendaria riferita da Vitruvio secondo cui le cariatidi sarebbero le donne di Caria fatte prigioniere dagli ateniesi e ritratte dagli artisti in atto di sostenere architravi negli edifici pubblici.

Chevron, decorazione a: tipo di decorazione lineare formata da una serie di tratti disposti a V.

Chitone: il capo principale del vestiario greco, costituito da un camice in lino o altra stoffa leggera, più o meno lungo, con o senza maniche, generalmente stretto alla vita da una cintura e fermalo sulle spalle da fibule o bottoni. Generalmente era corto per gli uomini e lungo per le donne e i personaggi d’atto rango.

Chopper: strumento ricavato da un ciottolo lavorato mediante ampi stacchi su una faccia, tipico dell’industria del paleolitico e utilizzato soprattutto come raschiatoio.

Chopping-tool: strumento ricavato da un ciottolo lavorato, dal margine tagliente, ottenuto mediante scheggiatura su due facce, tipico dell’industria del paleolitico.

Cirro: dal latino cirrus, traducibile letteralmente come ricciolo.

Cista: recipiente cilindrico originariamente in vimini, poi in legno, cuoio, metallo o terracotta, destinato a usi rituali o a contenere oggetti. Nell’architettura preistorica, il termine definisce anche sepolture di tipo megalitico a forma di casa, o a tumulo.

Comaste: nell’antica Grecia, il partecipante al kòmos che, secondo le rappresentazioni figurate, era il corteo che i giovani compivano per la città danzando e bevendo, dopo un simposio, e che, dal VI sec. a.C., entrò a far parte delle feste dionisiache.

Compound: dall’inglese, il recinto – ancora diffuso in alcune zone dell’Africa e dell’America centro-meridionale – comprendente diverse abitazioni appartenenti allo stesso nucleo familiare.

Corimbo: dal latino corymbus, grappolo di bacche o frutto a grappolo.

Coroplastica: in archeologia, la tecnica della modellazione in argilla e, quindi, della scultura in terracotta.

Corsa in ginocchio: il termine definisce una particolare forma di rappresentazione del movimento in una figura umana, tipica della fase artistica arcaica. Secondo tale schema uno dei due arti inferiori, entrambi raffigurati di profilo, risulta molto più ripiegato dell’altro e con il ginocchio appoggiato a terra.

Cratere: grande vaso usato presso i Greci e i Romani per mescolare il vino all’acqua e da cui si attingeva con un mestolo; caratterizzato da corpo largo e bocca ampia, se ne distinguono quattro tipi: a calice, a campana, con anse a volute e a colonnette.

Ctonio: dal greco, sotterraneo; in mitologia il termine è normalmente riferito alle divinità legate alla terra oppure alla vita o al mondo sotterranei.

D

Dedalico: termine con cui si indica quella fase della scultura greca più antica (VII sec. a.C.), precedente il periodo arcaico, caratterizzata da una modellazione per piani paralleli. Il termine deriva dal mitico architetto, scultore e inventore Dedalo.

Dolmenico: da dolmen, termine bretone che indica una costruzione megalitica preistorica con destinazione sepolcrale o rituale, formata da un lastrone orizzontale sostenuto da alcune pietre infisse nel suolo, diffuso nell’eneolitico.

Donario: nell’antichità, il luogo dove venivano conservate le offerte agli dei o anche i doni stessi.

Dorico, ordine: il più antico degli ordini architettonici greci, risalente al VII-V1 sec. a.C-, caratterizzato soprattutto dalla forma dei capitelli molto semplici, dall’assenza di basi nelle colonne solcate da larghe scanalature a spigolo vivo e dal fregio composto da metope e triglifi.

E

Efebo: nella Grecia antica l’adolescente o il giovane dall’aspetto delicato.

Eforato: la magistratura presente a Sparta sin dall’VIII sec. a.C., composta dagli Ephoroi, ossia gli ispettori sorveglianti che detenevano la giurisdizione civile e parte di quella criminale (a eccezione dei reati di sangue) e che, a partire dal V-IV sec. a.C., rappresentarono il potere statale.

Episema: sorta dì emblema posto sugli scudi greci e consistente in raffigurazioni di animali (serpenti, leoni, galli ecc.) o nel gorgoneion; con funzione apotropaica, doveva contribuire ad allontanare influssi maligni o a spaventare il nemico.

Ergologico: proprio dell’ergologia, quella parte dell’etnologia che studia la cultura materiale dell’uomo, ossia il complesso di manifestazioni insediative, tecniche, produttive, culturali ecc.

Etèra: nel mondo greco veniva così designata la cortigiana.

F

Facies: termine latino, traducibile come aspetto, usato in senso scientifico per indicare quell’insieme di caratteristiche tipiche di una determinata fase storica, culturale, produttiva ecc.

Faience: termine francese, derivato dalla città italiana dì Faenza, che definisce un tipo di ceramica a pasta tenera, ricoperta di vernice o smalto opaco.

Favissa: la fossa rivestita in muratura (sorta di cisterna o cella sotterranea) nell’area di un santuario o all’interno del tempio, ove venivano riposti gli oggetti votivi perché non fossero profanati.

Fibula: in archeologia, oggetto metallico (bronzo, ferro, argento, oro) di forma varia, corrispondente all’attuale spilla di sicurezza. In uso sin dall’età del bronzo quale accessorio dell’abbigliamento, oltre ad assolvere a tale funzione pratica andò assumendo anche valore ornamentale e divenne vero e proprio gioiello.

Figulina, ceramica: tipo di ceramica a impasto chiaro, depurato.

Filigrana: tecnica di lavorazione dei metalli preziosi; consiste nel saldare, attorcigliandoli fra loro o applicandoli alla superficie, dei sottili filamenti d’oro o d’argento, semplici oppure formati da una successione di piccoli grani.

Fitomorfo: di forma desunta dal mondo vegetale avente funzione decorativa o strutturale.

Focolare: negli insediamenti paleolitici, accumuli di manufatti, resti di pasto (ossa dì animali spezzate e bruciacchiate) ecc.

Follato: negli strumenti litici preistorici, ritocco piatto con cui si ottiene un profilo piano-convesso o biconvesso.

Fregio: l’elemento architettonico facente parte della trabeazione, posto tra architrave e cornice, con andamento prevalentemente orizzontale; si presenta a fascia continua sormontata da dentelli nell’ordine ionico, e ripartito in metope e triglifi alternati nell’ordine dorico.

Frigio: copricapo non rigido con punta piegata in avanti, considerato dai Greci come caratteristico dei popoli barbari. A Roma gli schiavi affrancati ne indossavano uno simile e veniva perciò considerato simbolo di libertà.

G

Gineceo: nell’antica Grecia, la parte dell’abitazione riservata alle donne.

Girale: motivo decorativo costituito da elementi vegetali che si avvolgono a forma di spirale.

Globuli, stile a: nella glittica, tecnica di lavorazione della pietra dura af’fermatasi nella seconda metà del IV sec. a.C. e fondata sull’accentuato uso del trapano. Prende nome dall’incisione tondeggiante, a globulo, che conferisce alle figure umane e animali un aspetto piuttosto schematico e talvolta quasi astratto.

Godronato: termine derivato dal francese godronné (filettato), con cui si definisce la lavorazione dì una superficie metallica mediante un’impressione a solchi e rilievi.

Gorgoneion: motivo decorativo apotropaico raffigurante la mostruosa testa della Gorgone, in uso dal VII sec. a.C. in Grecia, in Etruria ecc., come ornamento architettonico o vascolare.

Graffita, ceramica: decorazione ottenuta tracciando segni poco profondi sulla superficie dell’argilla del vaso già cotto.

Graffito: tecnica decorativa ottenuta incidendo una superficie e adottata per la decorazione di oggetti e materiali vari (osso, avorio, ceramica ecc.).

Grattatoio: strumento litico preistorico ricavato da schegge, lame, nuclei ritoccati, cioè intaccati lungo il bordo in modo da renderlo adatto a raschiare ossa, pelli ecc.

Gravina: vallone scavato in rocce calcaree, a forma di crepaccio, derivato dall’erosione delle acque torrentizie che vi si raccolgono in periodi piovosi, tipico delle Murge apulo-lucane in Puglia.

H

Himation: nell’antica Grecia, l’abito nazionale di donne e uomini, di lana e, successivamente, anche di lino; era di solito bianco o con fasce colorate lungo gli orli. Consisteva in una sorta di mantello che, partendo da una spalla, girava dietro il dorso e tornava sulla spalla.

Hydria: vaso di grandi dimensioni utilizzato per attingere e trasportare l’acqua; è fornito di tre anse: due orizzontali per sollevarlo e una verticale espansa, che raccorda il ventre al collo, per mescere.
Impressa, ceramica; decorata imprimendo motivi sulla superficie dell’argilla ancora molle con un oggetto qualsiasi che funzioni da punzone (unghie, polpastrelli, conchiglie, ossa ecc.).

Incisa, ceramica: decorata incidendo con uno strumento appuntito la superficie cruda e ancora molle dell’argilla o già parzialmente essiccata all’aria, ma prima della cottura.

Ingubbiatura: nella produzione ceramica, il sottile rivestimento dell’oggetto con una pasta argillosa, non trasparente, applicato prima della cottura, sul quale viene poi dipinta la decorazione.

Ipogeo: ambiente sotterraneo naturale oppure scavato, spesso rivestito in muratura e adibito per lo più a sepoltura, a luogo di culto e, in origine, anche ad abitazione.

Ippodameo: da Ippodamo di Mileto, filosofo e urbanista greco attivo nella prima metà del V sec. a.C., che contribuì al perfezionamento della pianta ortogonale, simbolo dell’urbanistica greca, tracciata seguendo una scacchiera regolare di strade parallele e perpendicolari tra loro, delimitanti isolati altrettanto regolari.

Itifallico: proprio di raffigurazione che presenta itifallo, cioè il fallo in erezione.

K

Kalathos: vaso piuttosto raro, simile al cratere, con corpo cilindrico, piccole prese sotto la bocca e con becco collocato vicino alla base.

Kantharos: coppa per bere, dal corpo profondo, su alto piede e caratterizzala da due anse a nastro verticali che ne sormontano abbondantemente l’orlo; spesso è attributo di Dioniso.

Kline: nell’antichità il letto su cui, semisdraiati, si consumavano i pasti e inoltre si dormiva e riposava.

Kore: termine col quale si definisce, nella statuaria arcaica greca, la figura femminile stante, vestita con chitone e himation, solitamente in atto di offerente. Corrispondente al kouros maschile, aveva come questo un significato votivo o funerario e poteva rappresentare una divinità, un’eroina o una mortale.

Kylix: vaso greco a forma di tazza dì vario tipo; normalmente con corpo espanso, spesso con piede e a volte munito di anse.

L

Lakaina: prodotto ceramico tipico dell’industria spartana diffuso nel VII-VI scc. a.C., caratterizzato dalla parte inferiore tondeggiante e da quella superiore più stretta, allargantesi in un orlo leggermente estroflesso. La decorazione è di tipo geometrico.

Lekane: coppa profonda destinata a contenere unguenti, munita di coperchio e di due anse.

Lekythos: vaso per unguenti e oli per il bagno o per offerte funebri. Con una sola ansa, il corpo può essere più o meno allungato, oppure molto largo e anche la lunghezza del collo può variare. Quando il corpo è globulare assume il nome di lekythos ariballica.

Long barrow: dall’inglese, lunga galleria a tumulo.

M

Meandro: dall’omonimo fiume in Anatolia dall’andamento sinuoso, ha questo nome un motivo decorativo continuo (comparso sin dal paleolitico superiore), costituito da una linea o più linee parallele, piegate ad angolo retto e ritmicamente ripetuto.

Metopa: lastra solitamente decorata con raffigurazioni a rilievo o dipinte che, con i triglifi, costituisce il fregio del tempio dorico.

Mobiliare, arte: in paletnologia, l’insieme degli oggetti d’uso, ornamentali e cultuali (dai vari strumenti al pendente, dalle placchette decorate alle statuette a tutto tondo); col termine di arte parietale s’intendono invece graffiti, bassorilievi e pitture.

Modio: termine usato per definire un copricapo, a forma di vaso o canestro, svasato verso l’alto, tipico di alcune divinità ctonie (Artemide, Serapide, Ecate ecc.) e simbolo di abbondanza e fertilità.

N

Necropoli: letteralmente città dei morti, il termine viene usato in archeologia per indicare un raggruppamento di sepolture risalenti al periodo precristiano.

O

Octopus: genere di molluschi cefalopodi cui appartiene il polpo.

Oinochoe: brocca con una sola ansa, usata per attingere o versare vino o altri liquidi. Ne esistono di vari tipi, tendenzialmente con corpo panciuto e bocca trilobata.

Olla: vaso di forma panciuta, fornito di coperchio e usato nell’antichità per cuocere o conservare cibi.

Oplite: negli eserciti dell’antica Grecia, il componente la fanteria pesante, armato di corazza, scudo, schinieri, elmo, spada e lancia.

Ortostatico: di muro formato da larghe pietre o lastre disposte verticalmente.

P

Panatenaico: relativo alle feste Panatenee o Panatenaiche, le maggiori festività religiose e civili celebrate nell’antica Atene in onore di Atena Poliade e distinte in piccole Panatenee tenute ogni anno, e grandi Panatenee, ogni 4 anni.

Panellenico: che riguarda o è proprio di tutti gli Elleni, l’antico nome delle popolazioni greche, derivato dal mitico capostipite Elleno.

Patera: coppa poco profonda che sul fondo presenta un rialzo centrale a forma di ombelico, usata dai Romani nelle libagioni sacrificali; corrisponde alla phiale dei Greci.

Pathos: termine greco traducibile con sofferenza, passione, che nell’arte, specie antica, indica un’espressione o un sentimento particolarmente intensi e drammatici, tesi a suscitare emozione o commozione.

Pelike: tipo di anfora dal corpo rigonfio nella parte inferiore, collo largo e anse a nastro.

Piattabanda: nelle costruzioni, la struttura in pietra o mattoni sovrastante porte e finestre, di luce piuttosto limitata, che scarica il peso della sovrastante muratura.

Pinakes: il termine, che indicava originariamente le tavolette su cui scrivere o dipingere, definisce anche le tavolette votive in terracotta, di produzione artigianale, dedicate come ex-voto dai fedeli. Venivano appese all’immagine della divinità, alle pareti dei santuari o agli alberi sacri. Lo stesso termine designa anche un piatto, decorato all’interno, solitamente privo dì piede.

Pintadera: stampo decorativo rituale a motivi geometrici in rilievo, solitamente in terracotta e dotato di una protuberanza posteriore per essere impugnato. Diffuso nel neolitico, serviva probabilmente per imprimere sulla pelle umana, con pigmenti colorati, dei disegni ornamentali.

Pisside: contenitore a forma di scatola destinato a conservare piccoli oggetti, cosmetici ecc. In vari materiali (legno, argilla, avorio) aveva generalmente forma cilindrica ed era munito di coperchio.

Positivi: in riferimento alle culture paleolitiche, il termine definisce quelle raffigurazioni di mani dipinte in positivo, ottenute cioè applicando alla parete la mano tinta di colore; quando invece il colore viene steso attorno alla mano aderente alla parete, si parla di negativo.

Potorio: relativo al bere.

Pritaneo: nelle antiche città greche, l’edificio ove veniva custodito il fuoco sacro di Estia, la personificazione del focolare domestico e pubblico. Vi venivano anche accolti a banchetto gli ambasciatori stranieri o personaggi benemeriti.

Protome: originariamente la testa di leone che nell’architettura classica, ripetuta ritmicamente, ornava la cornice della trabeazione e dalla cui bocca usciva l’acqua piovana. In seguito divenne elemento decorativo assumendo la forma di busto umano, animale o di essere fantastico; compare anche in scultura, nella ceramica a rilievo, nella toreutica ecc.

Punta: strumento preistorico in pietra, osso ecc., utilizzato per munire di cuspidi le armi da getto come giavellotti, arpioni ecc.

R

Raschiatoio: utensile litico, ricavato da una larga scheggia di selce o quarzite, tipico del musteriano, utilizzato per lavorare il legno o raschiare le pelli.

Rhyton: vaso per bere, usato per libagioni od offerte rituali, avente un foro più grande per riempirlo e uno più piccolo per l’uscita del liquido, e varie forme: a cono, a testa di animale o anche umana. Col tempo il termine è stato usato per definire boccali e vasi figurati.

Ripostiglio: sorta di nascondiglio, in uso nella seconda età del bronzo e agli inizi dell’età del ferro per riporre oggetti preziosi.

Rocker: tipo di decorazione impressa o, più raramente, dipinta, formata da un motivo angolare ricurvo.

Sacello: luogo di culto generalmente a carattere privato, a forma di piccolo recinto, privo di copertura e con un altare consacrato a una divinità. Nell’architettura cristiana indica edifici di varia destinazione: sepolcri, cappelle, oratori ecc.

Santuario: nell’antichità, luogo di culto considerato sacro e, come tale, contrassegnato da uno o più altari o altri segni, meta di pellegrinaggi e manifestazioni legale alla o alle divinità. In epoche primitive si trattava di luoghi sacri naturali (grotte, alture, sorgenti, boschi), successivamente il termine definì anche gli edifici di culto e la loro sistemazione urbanistica.

Siringa: strumento a fiato usato presso le popolazioni pastorali dell’antica Grecia, composto da una singola canna con uno o più fori, oppure da alcune canne di diversa lunghezza legate con cera o cordicelle, emetteva tonalità di genere diatonico.

Situla: vaso metallico, più raramente in terracotta, di forma cilindrica o tronco-conica, con o senza manico. In uso nell’età del ferro nelle necropoli a incinerazione, venne usato anche per contenere liquidi e, col tempo, assunse forme diverse.

Skyphos: tazza larga e profonda con basso piede e due piccole anse, orizzontali a livello dell’orlo, o rivolte verso l’alto e attaccate sotto quest’ultimo. È chiamalo anche kotyle.

Stele: lastra di pietra o di marmo portante decorazioni, bassorilievi, iscrizioni, che veniva eretta su un luogo sacro o in ricordo di un evento particolare, o con funzione di ex voto; solitamente aveva destinazione funeraria.

Stipe: in archeologia, lo scarico di oggetti votivi e di varia natura rinvenuti in depositi e cumuli. Quando la quantità delle offerte alla divinità diventava eccessiva, il materiale di minore valore veniva depositato in una fossa nei pressi del luogo di culto e sepolto per non essere profanato.

Stratigrafia: metodo di scavo che, sulla base della successione e dello spessore degli strati di terreno contenenti materiali archeologici, consente di fissare una cronologia storica e di stabilire determinate associazioni tra le varie testimonianze.

T

Teca: custodia di varia forma ove riporre piccoli oggetti di valore.

Tenia: letteralmente benda, nastro. Nell’antichità era la benda con cui i sacerdoti, i vincitori degli agoni ecc. si cingevano il capo quale segno della protezione divina.

Tiaso: il corteo composto da baccanti, satiri, menadi e sileni che accompagnava Dioniso nelle sue peregrinazioni.

Tibia: nome latino corrispondente al greco aulòs, antico strumento a fiato, di osso, canna, legno o metallo.

Timpano: in architettura, in particolare quella templare, la superficie triangolare, liscia o ornata di statue, del frontone, ovvero la parete delimitata ai lati dalle cornici inclinate degli spioventi del letto e inferiormente dalla trabeazione orizzontale. Assunse anche forma curva, semicircolare, spezzata ecc.

Timpano: strumento musicale a percussione, simile a un tamburello, costituito da un bacino emisferico e da una membrana; era usato nelle cerimonie in onore di Dioniso.

Toga: il capo di vestiario principale.del cittadino romano; originariamente di lana, poi anche di lino, veniva indossata sopra la tunica: gettando un lembo sulla spalla sinistra si faceva girare dietro il dorso sotto l’ascella destra, in modo da coprire il braccio sinistro e lasciare libero il destro.

Toreutica: l’arte di lavorare il metallo (oro, argento, bronzo) a sbalzo con rifiniture a cesello; più generalmente il termine viene riferito anche alle tecniche a rilievo, a bulino ecc.

Torque: collana, anello da collo così chiamato dal latino torquere, torcere, in quanto molti esemplari sono formati da spirali intrecciate in bronzo od oro. In Europa apparve nell’età del bronzo.

Tronchet: sorta di accetta di selce, con bordo tagliente e dritto ottenuto con lavorazione bifacciale, in uso nel mesolitico.

Tremolo, decorazione a: tipo di decorazione incisa con un tratto a zig zag.

Trilitismo: sistema costruttivo fondato su una struttura elementare, costituita da due elementi verticali portanti e uno orizzontale portato.

Tripode: sostegno a tre piedi in metallo, marmo o terracotta, di origine orientale e diffusosi in Occidente. Sorreggeva un bacile fisso o mobile destinato a vari usi ma, oltre a quelli pratici, veniva anche dato quale premio agli atleti o, durante le feste dionisiache, ai coreghi vincitori.

U

Urna: contenitore legato ai riti funebri di incinerazione, destinato alla conservazione delle ceneri del defunto; in uso sin dall’età del bronzo ebbe, a seconda delle civiltà e aree di diffusione, forme diverse: a vaso, a capanna, a cassetta ecc.

V

Veneri paleolitiche: statuette femminili in avorio, osso, pietra, scolpite a tutto tondo e diffuse in Europa, dai Pirenei alla Russia orientale, in epoca paleolitica. Di piccole dimensioni, presentano, in forme stilizzate, un’enfatizzazione del seno, ventre e bacino e un’atrofizzazione della testa e degli arti superiori e inferiori. Il loro significato cultuale era probabilmente legato alla fecondità.

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