Museo Nazionale Archeologico di Taranto  
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L’ABITATO NELL’ETÀ DEL BRONZO

fornello in ceramica ad impasto Fornello in ceramica ad impasto dall’ambiente absidato. XIV secolo a.C.

bronzi
Bronzi dall’ambiente absidato. XIV - XIII secolo a.C.

 

L’abitato nell’età del Bronzo si configura, secondo un modello "protourbano", con un muro di recinzione che racchiude un’estensione di circa un ettaro e mezzo, all’interno della quale primeggia, nella formazione superiore, il grande megaron ambiente di forma absidata che ha restituito alcuni contenitori funzionali, grandi fornelli, ceramica micenea ed oggetti in bronzo. Questa tipologia di abitato si estende con lo stesso spessore e con la stessa consistenza sul tratto litorale del Golfo oggi corrispondente alla Città Vecchia di Taranto, la cosidetta "Isola", come risulta dai saggi effettuati nel convento di San Domenico e negli scavi nelle fondamenta dei palazzi che vengono ristrutturati nell’area. L’abitato si raccorda con altri stazionamenti micenei del Golfo di Taranto, che si intensificano verso la fine del XIV ed il XIII secolo a.C.: Perone-Saturo, Torre Castelluccia, Caverna dell’Erba, Porto Cesareo, fin oltre il Capo di Leuca, mentre tra il XIII e l’XI secolo a.C. si attivano i rapporti con l’area della Sibaritide e col Metapontino. Gli stretti rapporti con il mondo italico sono legati al commercio di prodotti metallurgici e alla realizzazione di tali prodotti in loco, forse da parte di comunità artigianali provenienti dall’Italia centrale o che operano nell’area della Calabria.
I materiali ceramici di Scoglio del Tonno rivelano prevalenti rapporti con il Peloponneso e col mondo egeo-insulare.

 

 

 

 

 

 

 

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