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Che i ragazzi giochino... anche questo è segno di alacrità...
Vi sono pure alcuni giochi utili per affinare l'intelligenza dei
ragazzi... Anche le abitudini e le tendenze si scoprono meglio durante
il gioco.
A fronte della perdita quasi totale dei trattati antichi che si
occupavano di questo tema specifico, la ricostruzione dei giochi
che impegnavano i bambini greci e romani è possibile attraverso
le dirette testimonianze archeologiche confrontate con le fonti
iconografiche antiche e con i documenti letterari superstiti.
Questi primi doni, giocattoli, gingilli e amuleti, accompagnavano
a volte il piccolo nato anche nelle circostanze meno fortunate come
quando veniva rifiutato dal padre, solitamente perchè non
sano e quindi allontanato.
Alcuni di questi piccoli oggetti in terracotta, che costituivano
i primi giocattoli dei bambini, venivano dalle madri donati alla
divinità nell'ambito di quei particolari culti detti curotropici
(da kouros bambino), che avevano lo scopo di proteggere i figli
nei primi anni di vita, quelli, come facilmente intuibile, piú
a rischio, dato l'altissimo tasso di mortalità infantile.
Quando un bambino moriva senza aver superto la soglia dell'infanzia
gli stessi oggeti che lo avevano allietato in vita lo seguivano
nel suo ultimo viaggio.
È proprio dalle necropoli antiche e dai santuari che proviene
infatti la maggior parte di testimonianze relative ai giovattoli.
Balocchi di ogni genere sono stati rinvenuti in Egitto, Siria,
Mesopotamia, Grecia e naturalemnte Italia.
Nelle stesse sepolture tarantine di periodo greco e romano sono
numerosi i reperti di questo tipo ritrovati in corredi infantili.
I piú significativi costituiscono l'argomento di questa esposizione
temporanea.
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