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Suonatori di musica medievale

Miniatura dalle Cantigas de Santa Maria
(da: www.rivistadiequipeco.it/Musantica/musantica_ strumenti.htm;
xoomer.virgilio.it/liuteriassisi/medioevo.html)
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Lo studio della musica greca antica ha evidenziato come essa stia alla base della
tradizione musicale successiva, sia orientale che occidentale. In modo particolare,
la cultura musicale dell’Occidente è stata profondamente influenzata
dal pensiero musicale greco e dalla sue realizzazioni pratiche.
È noto che i modi musicali utilizzati dalla chiesa Cristiana all’inizio della sua storia si basavano
sugli antichi modi greci. Prima gli Gnostici usarono la scala musicale dei Greci, poi
la tradizione bizantina non solo adottò i modi greci ma anche i versi della
poesia antica per pregare il Dio della nuova religione.
Negli inni dell’odierna Chiesa Greca Ortodossa, che ha mantenuto inalterata la tradizione
bizantina della chiesa Cristiana, la relazione con gli antichi inni orfici, così come
con la poesia greca nel suo insieme, sia lirica che drammatica, appare evidente.
Inoltre, l’immensa eredità costituita dagli scritti di teoria musicale risalenti
all’Antica Grecia è stata utilizzata come modello per i trattati successivi e
ha dato un grande contributo allo sviluppo della teoria musicale dell’Occidente e del Medio Oriente.
Non esiste alcun aspetto dell’arte musicale che gli antichi autori non abbiano trattato: sono pervenuti
scritti di teoria musicale, educazione musicale e riguardanti il ruolo della musica nella società (Platone ed Aristotele);
scritti sugli aspetti pratici dell’esecuzione (Aristosseno), sugli aspetti acustici (Pitagora, Euclide, Tolomeo), e
così via. Anche il sistema notazionale su cui si basa l’odierna teoria musicale occidentale deriva dal matematico
e filosofo Pitagora (VI secolo a.C.), che fu il primo a definire gli intervalli musicali in termini matematici.
Infine, il sistema organico dell’armonia occidentale, come espresso in quella che viene chiamata musica classica,
è l’evoluzione della musica del Medioevo, la cui organizzazione, a sua volta, deriva dalla conoscenza che i teorici
medievali avevano dell’antica musica greca, trasmessa all’Europa per mezzo dei lavori di Boezio nel V secolo d.C. e degli
scritti arabi più tardi.
(da I. Nikolaos, homoecumenicus.com/ioannidis_music_ancient_greeks.htm)
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