BAMBOLE E BAMBINE

bambola snodabile

La primissima infanzia

I giocattoli dei bambini

Bambole e bambine

I giochi dei piú grandi

Le bambine greche e romane potevano giocare con le bambole fino alla vigilia del matrimonio. La cerimonia di offerta dei propri giocattoli alla divinità segnava la fine del rassicurante mondo dell’infanzia, proiettando le fanciulle verso il più impegnativo ruolo di sposa e di madre.
Con le bambole giocavano anche le bambine dell’antico Egitto, dove ne sono stati ritrovati alcuni esemplari risalenti al Medio Regno. Il particolare clima della regione, molto secco, ha permesso che arrivassero fino a noi anche alcune pupattole di stracci.
Questi giocattoli erano generalmente modellati con l’argilla, ma ne esistono esemplari più raffinati in osso o in avorio databili al periodo romano. Le bambole dell’antichità riproducevano fanciulle con lineamenti e fisico da adulte, spesso dotate di propri gioielli e vestiti, e mai bambine.
La scelta riflette un principio educativo tipico del mondo greco, secondo il quale alle ragazze veniva fornito un esempio da seguire, non a caso infatti queste bambole rappresentano spesso esseri divini.

Bella e dalle superfici ben levigate era la bambola d’avorio di Crepereia Tryphaena, una fanciulla romana defunta nella seconda metà del II secolo d.C. Fu sepolta insieme alla sua padroncina e dotata di un cofanetto di legno e avorio, dove erano conservati gioielli d’oro in miniatura, come miniaturizzato era anche il suo completo da toilette: due pettinini in avorio e due minuscoli specchi d’argento. Al dito della bambola era conservato un anello d’oro con la piccolissima chiave che apriva il cofanetto.

Bambole d’eccezione erano anche quella cosiddetta della vestale Cossinia, dal volto splendidamente modellato nell’avorio e quella della sepoltura di Grottarossa, appartenuta ad una bambina romana, defunta a circa otto anni, ed eccezionalmente sepolta mummificata secondo una tradizione estranea alla cultura italica.
La bambine greche dovevano accontentarsi però delle piú economiche bambole in terracotta, che gli artigiani antichi vendevano a poco prezzo al mercato. I piú comuni esemplari hanno il tronco e la testa fissi, mentre gli arti superiori ed inferiori erano invece snoda bili, permettendo così di poter mimare, attraverso le diverse posizioni assunte da questi, i movimenti e i gesti degli adulti. E se le gambe o le braccia si fossero rotte era possibile il ricambio. Esistevano anche bambole in posizione fissa: sedute o nell’atto di compiere qualche azione particolare legata all’attività domestica.

Dalla necropoli tarantina di periodo ellenistico provengono alcuni esemplari di bambole snodabili rinvenute in tombe di fanciulle. Si tratta di sicure attestazioni dell’artigianato locale, sono note infatti le matrici antiche con le quali venivano fabbricati, praticamente in serie, questi oggetti.

Alcune bambole sono state rinvenute invece in contesti rituali. In particolari santuari del mondo antico, dedicati a divinità legate al mondo femminile ed infantile, ma anche in sepolture di fanciulle, sono stati ritrovati oggetti dalle dimensioni estremamente ridotte: stoviglie, seggioline, lettini, sgabelli, che pur mantenendo un inconfutabile valore religioso e rituale, possono essere interpretati come giocattoli.
Facevano parte probabilmente del corredo delle bambole rendendo il gioco piú simile alla realtà.

Pausania, scrittore greco del II secolo d. C., conferma di aver notato ad Olimpia, nel tempio dedicato ad Era, un lettino per bambole ornato in gran parte d’avorio. E al di lá del mondo fantastico delle bambole, che costituivano anche allora il gioco piú gradito alle bambine, abbiamo attestazioni di altri passatempi cui si dedicavano le fanciulle.
L’altalena, il girotondo, l’aquilone, la palla, raffigurati in tanti documenti dell’arte antica, ne rappresentavano infatti una valida alternativa.

Valid HTML 4.01!