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- Anakrousis. Orestes Stasimo
- Fragments instrumentaux de Contrapollinopolis
- Premier Hymne Delphique à Apollon
- Plainte de Tecmessa
- Papyrus Wien 29825
- Hymne au Soleil
- Hymne à la Muse
- Hymne à Némésis
- Papyrus Michigan
- Aenaoi Nefelai
- Epitaphe de Seikilos
- Pean. Papyrus Berlin 6870
- Anonymi Bellermann
- Première Ode Pythique
- Epitaphe de Seikilos
- Papyrus Oxyrhynchus 2436
- Hymne Chrétienne d’Oxyrhynchus
- Homero Hymnus
- Papyrus Zenon. Cairo fragment
- Terencio. Hecyra
- Poem. Mor 1, 11f. Migne 37, 523
- Deuxième Hymne Delphique à Apollon
- Papyrus Oslo A/B. Epilogos-Katastrophe
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Musique de la Grece Antique è una ricostruzione parzialmente immaginaria
di come la musica dell’Antica Grecia potrebbe essere stata. Tale ricostruzione è basata
sulla scarsa documentazione storica disponibile riguardo alle pratiche musicali dell’epoca: ogni
traccia fa riferimento a frammenti di papiro o altro rinvenuti, e la musica è suonata
utilizzando quelli che si assume siano stati gli strumenti dell’epoca. Il lavoro realizzato
esprime l’intento di ricreare questa musica perduta, riportando in vita i frammenti ritrovati.
Non ha la pretesa di essere una raccolta di quanto conservato della musica greca, né di
recuperare un documento freddo e distante; si tratta più che altro dell’espressione
personale di un sentimento profondamente triste di fronte ad un’irrimediabile perdita.
Uno studio della teoria musicale e di ogni altra cosa pertinente all’arte greca della
musica ha portato gli autori alla conclusione che per restituire alla musica il suo valore,
essa non dev’essere trattata come un elemento archeologico che può essere ricostruito
in modo più o meno fedele, ma come qualcosa a cui infondere nuova vita.
Per quanto possibile sono stati ricostruiti alcuni strumenti dell’Antica Grecia, sulla base di
riproduzioni pervenute in una varietà di documenti (vasi, bassorilievi, dipinti) raffiguranti
diversi momenti della vita.
Riguardo, invece, alle innumerevoli lacune esistenti nei frammenti di papiro o nei pezzi di marmo sopravvissuti,
esse sono state trattate in vari modi: o con totale silenzio, o, quando la linea melodica poteva essere unita
al frammento successivo, mettendoli assieme colorandoli con un po’ di immaginazione, oppure, ancora,
riempiendo gli spazi vuoti attraverso suoni, rumori e accordi, totalmente dissonanti.
Il risultato è un’interpretazione che raggiunge l’apice del valore artistico a partire
dall’"esplosione sonora" dell’Anakrousis che apre l’album fino ad arrivare al
Deuxième Hymne Delphique à Apollon. Utilizzando un piccolo coro ed una
batteria di strumenti, viene creato un ambiente sonoro affascinante con melodie frammentate, parti recitate
e poesie cantate che interrompono periodi di silenzio.
L’album è stato prodotto e diretto da Gregorio Paniagua, fondatore e Direttore
dell’Atrium Musicae de Madrid.
(da Music of Ancient Greece, www.rakkav.com/kdhinc/pdf/mga_booklet.pdf)
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