Anche per la statua del personaggio togato i primi interventi si sono concentrati,
come per tutti i reperti di provenienza marina, su una integrale desalinizzazione,
collocando la statua in acqua demineralizzata. Di fondamentale importanza nei primi
trattamenti risulta, infatti, l´eliminazione dei sali marini presenti all´interno degli
spessi strati di incrostazioni aderenti alla superficie; è soprattutto la microporosità
del bronzo a rendere tali sali più presenti, con un maggior processo di mineralizzazione.
Nel contempo sono iniziate le prove di pulitura per l´asportazione delle concrezioni
marine, tenendo la statua completamente immersa o irrorandola costantemente per mezzo
di una pompetta da acquario, in modo che il grado di umidità e temperatura rimanesse
costante, evitando così eventuali sbalzi di questi valori rispetto allo status precedente
il recupero. Ultimate le operazioni di desalinizzazione, la statua è stata lasciata
asciugare a temperatura ambiente.
Si è proceduto successivamente con saggi di pulitura che hanno evidenziato consistenti
problemi conservativi, causati da una diffusa mineralizzazione che rendeva particolarmente
difficoltosa la rimozione dello spesso strato di incrostazioni dalla superficie originale.
Nell´intervento di pulitura non si sono volute adoperare soluzioni acidule, che avrebbero
permesso, opportunamente schermate, di effettuare un intervento più facile e veloce, ma che
avrebbero creato successive difficoltà di neutralizzazione, data lo grande porosità e quindi
possibilità di assorbimento da parte delle incrostazioni, le quali avrebbero potuto cedere
in seguito queste sostanze ai settori più degradati del metallo. Quindi sia la diffusa
mineralizzazione che la lacunosità della statua ci hanno indotto a sovvertire alcune fasi
canoniche dei procedimenti di restauro: ci si è trovati costretti, infatti, a consolidare
prima la superficie opposta a quella da pulire, per poter successivamente procedere
alla pulitura della superficie da trattare.
Questo intervento è stato effettuato con una soluzione di alcool polivinilico sciolto
in acqua, lo cui assoluta reversibilità era già stata sperimentata.
Quindi, questo metodo adottato per procedere alla pulitura sia esterna che interna è
risultato estremamente importante, in quanto restituiva la consistenza fisica necessaria
ad effettuare una serie di integrazioni mirate ad irrobustire ulteriormente la
struttura della statua, percorsa addirittura, in alcuni punti, dall´inglobamento
di prodotti calcarei che si sostituivano fedelmente allo spessore originario del metallo.
Per le fasi di distacco delle incrostazioni, estremamente compatte e di consistenza fisica
molto più forte della struttura della statua, ci si è avvalsi di un ablatore per separare
dalla superficie metallica le incrostazioni sia interne che esterne, facendo
saltare successivamente la parte separata con un vibro-incisore, in modo da non sviluppare
forza fisica sul reperto. La struttura metallica della statua, evidenziata successivamente
ai primi interventi sopra descritti è risultata inconsistente e di estrema fragilità:
quindi si è dovuto studiare un sistema che servisse ad irrobustirla ulteriormente e al
tempo stesso svolgesse la funzione di supporto per la futura esposizione.
Tale struttura si compone di tre centine perfettamente sagomate secondo la superficie
interna, fissate ad essa per mezzo di integrante Ara Metal e collegate fra di loro
da tre piccole barrette filettate: tutto ciò costituisce il nucleo portante della statua.
Fra il supporto metallico e la superficie originale è stato applicato un separatore,
per non mettere direttamente in contatto i due metalli.
L´altra parte della struttura si compone di una base sormontata da un piano che ne
delimita l´altezza da terra al bordo della toga. Al centro della base, una serie di
elementi cilindrici tiene posizionata la statua in verticale e accoglie l´alloggiamento
della testa-ritratto, montata libera sul corpo della statua.
Ottenuta la consistenza fisica necessaria per portare a termine la pulitura, sia interna
che esterna, e per facilitare lo spostamento della statua nelle due posizioni
- supina e prona-, sono state realizzate due impronte in poliuretano espanso, rivestendo
tutta la superficie in modo da scaricare il peso in maniera omogenea.
La schermatura è stata effettuata con una pellicola in alluminio molto sottile.
Tutte le integrazioni effettuate sulla statua, sia di collegamento con la struttura
portante che di ricostruzione di alcune parti, sono state eseguite, come già detto, con Ara Metal;
sempre con questa resina sono state realizzate alcune integrazioni che consentissero
l´inserimento di alcuni frammenti altrimenti non ricollocabili in posizione corretta
e al contempo rimovibili in fase di trasporto.
Altre integrazioni amovibili sono state realizzate per ispezionare l´interno della statua,
altrimenti inaccessibile ai periodici controlli sullo stato di conservazione,
e per rendere possibile l´osservazione di particolari riguardanti la tecnica di fabbricazione.
La testa è stata parzialmente integrata per sorreggere il grande frammento del volto,
lasciando aperta parte della calotta cranica, onde evitare ricostruzioni arbitrarie.
Il prodotto utilizzato per il preconsolidamento, di cui si è accennato a11´ inizio, è
stato poi rimosso completamente con acqua demineralizzata; la superficie della statua è stata
poi lasciata asciugare, prima a temperatura ambiente e di seguito con getto d´aria calda controllata,
allo scopo di ottenere una completa evaporazione dell´umidità dalla porosità del metallo.
Sopra le superfici integrate è stato applicato un film di grafite allo scopo di rendere più
omogenea la tonalità,rendendone più gradevole l´aspetto espositivo.
Il consolidamento finale è stato effettuato con Incralac, protettivo composto da
Paraloid e Benzotriazolo; il primo garantisce un´ottima protezione, il secondo, essendo
un inibitore della corrosione ciclica del bronzo, ne completa l´efficacia.
Testo di Mario Cygielman, Mauro Mannini, Giancarlo Marini