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Nel corso delle cerimonie collegate ai culti orgiastici in onore
della dea Cibele e di Dioniso, dio del vino e della natura che si
rinnova, gli strumenti a percussione costituivano la componente
più importante perché il loro ritmo incalzante e il
suono assordante che producevano determinava entusiasmo, turbamento
ed esaltazione nei devoti che partecipavano a questi riti e che,
in alcuni casi, arrivavano a causare in questi ultimi uno vera
e propria "trance", cioè una forma di estasi con
parziale perdita della coscienza. Fanno parte di questa classe strumentale
il tympanon ed i cembali.
II tympanon. Inventato secondo le fonti antiche
dallo stesso Dioniso, occupa in queste cerimonie una posizione di
rilievo; il suo compito era quello di ritmare i passi di danza con
la cadenza del suono, ottenuto percuotendo con il palmo della mano
destra appiattita la pelle di bue tesa su un cerchio di legno o
di metallo, munito per lo più di quattro maniglie che ne
consentivano un'agevole impugnatura, e che costituisce la forma
più semplice dello strumento. Riprodotto più volte
nelle raffigurazioni che ne mostrano le diverse forme e i particolari
ornamentali, era generalmente piatto e leggero, ma poteva presentare
anche una forma cava, a scudo, ed era talvolta corredato da campanelli
metallici o sonagli, fissati sul telaio da cordicelle che percuotevano
la pelle quando lo strumento, suonato quasi esclusivamente da donne,
veniva agitato.
I cembali. Di origine orientale, i cembali entrano
a far parte della liturgia greca già nel V secolo a.C., come
si deduce dalle fonti antiche e da alcuni esemplari con iscrizioni
e dediche a divinità che avevano relazione con le cerimonie
misteriche, connesse cioè a particolari culti religiosi a
carattere occulto, dove essi assumevano un valore simbolico. Erano
comunque considerati dai Greci uno strumento barbaro, destinato
solo "o far rumore", a produrre cioè suoni acuti
e squillanti che si ottenevano percuotendo uno contro l'altro le
due piastre metalliche che lo costituivano, Queste ultime presentano
in genere una forma circolare più o meno convessa, talvolta
persino emisferica, e sono munite di un anello in metallo, fissato
al centro della piastra, di una cordicella in tessuto o di nastri
che, passando attraverso due fori sulla sommità del cembalo,
permettevano al suonatore di infilarvi le dita per tenerlo più
comodamente in mano o di sospenderlo quando si terminava di suonare,
In alcuni esemplari l'attacco manca del tutto, per questo i cembali
venivano tenuti semplicemente in mano, afferrandoli con le dita
per la parte bombata. Oltre che nelle feste dionisiache, essi erano
adoperati anche da danzatrici e suonatori girovaghi come mostra
il mosaico da Pompei firmato da Dioscuride nel II secolo a.C.
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