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Testi di Amelia D'Amicis
Museo Nazionale Archeologico di Taranto, 2004
Allestimento di Armanda Zingariello
L’arte della recitazione
Le strutture architettoniche
I generi teatrali
Le farsa e le altre forme parallele di spettacolo
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La documentazione che oggi occupa gli spazi espositivi rinnovati del
Museo Nazionale di Taranto, rappresenta un tassello da aggiungere
alla conoscenza e alla riscoperta del patrimonio storico e artistico
di questa nostra città, così tanto celebrato, ma ancora
oggi valutato ed apprezzato prevalentemente da specialisti e amanti
dell’antico. In quest’ottica, perché il sapere non resti
appannaggio di pochi, l’esposizione si propone come strumento di
divulgazione, avvalendosi di un’impostazione essenzialmente
didattica che insieme ai materiali recuperati nelle sepolture della
necropoli tarantina illustri attraverso pannelli esplicativi questo
particolare argomento in modo vivace e accattivante, nel tentativo di
avvicinare il pubblico, soprattutto quello più giovane, al
nostro grande passato, invitandolo a riconoscere e ad apprezzare il
valore di tali testimonianze.
Inserita in una cornice allestitiva di grande
impatto e suggestione, la mostra consente pertanto di ricostruire e
trasmettere al pubblico un quadro d’insieme sul mondo dello
spettacolo in antico, con uno sguardo di riguardo a Taranto e alla
sua incredibile produzione artistica, la cui eccezionale qualità,
insieme alla varietà tipologica dei materiali provenienti
della sua necropoli, ad eccezione di tre vasi da Canosa e Rutigliano,
costituisce già di per sé un motivo valido per non
perdere l’esposizione.
Ideata da Antonietta Dell’Aglio, direttore del Museo
Archeologico di Taranto, e da Amelia D’Amicis, per rispondere ad
una sollecitazione dell’Associazione Amici dei Musei di Taranto, la
mostra "Attori e maschere del teatro antico" è stata
sviluppata e curata, a livello scientifico, dalle stesse, da Laura
Masiello e da Laura Trombetta. Il progetto allestitivo e l’immagine
dell’esposizione si devono ad Armanda Zingariello. Per tutti gli
altri aspetti allestitivi ha collaborato il personale del Museo e
della Soprintendenza di Taranto.
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