LA MUSICA NELL’ANTICA GRECIA

raffigurazione di una scena musicale

Cenni storici

La musica dei Pitagorici

La teoria musicale

L’influenza sulla cultura musicale successiva

Testimonianze e reperti

I principali strumenti

Musique de la Grèce Antique

La tradizione letteraria e l’ampia documentazione fornita dalle arti figurative, dalla pittura alla scultura, fino alle cosiddette arti minori, come la ceramica e la coroplastica, sottolineano in modo esplicito l’importanza della musica presso i Greci, che sin dai tempi più antichi la considerarono tra le espressioni più compiute della loro produzione artistica, oltre che parte integrante della vita quotidiana e del patrimonio socioculturale.
La funzione didattica della mousiké, “l’arte delle Muse”, termine con il quale si definiva non solo la capacità di produrre suoni, ma anche la poesia e la danza che le erano strettamente connesse, è più volte messa in evidenza dagli autori antichi, che proprio nella musica videro la guida sicura e indispensabile per l’educazione dell’uomo.
Suscitando nell’ascoltatore particolari emozioni e stati d’animo, essa contribuiva ad elevarne lo spirito e a migliorarlo moralmente, concorrendo a formare il carattere dell’individuo e conseguentemente, a influenzarne il comportamento all’interno del contesto sociale. L’accompagnamento musicale era pertanto presente nei diversi momenti che scandivano la vita di tutti i giorni, nei riti e nelle funzioni religiose, nei funerali e nei matrimoni, nel lavoro, nello sport, nelle rappresentazioni teatrali e persino nella guerra con composizioni corali che, a seconda della destinazione del canto, assumevano forme e denominazioni particolari. I canti solisti erano invece destinati ad un pubblico più ristretto, come quello che partecipava ai banchetti che erano anche la sede ideale per le discussioni politiche e per lo scambio delle idee. La musica e il canto avevano quindi in questo caso il duplice scopo di rendere non solo piacevole questo momento della vita in comune, ma vi svolgevano anche una funzione di propaganda politica e sociale: il compositore che cantava nei conviti, come anche l’autore delle opere teatrali, si facevano infatti portatori di un messaggio che veniva proposto al pubblico in forma persuasiva e allettante, attraverso il linguaggio poetico e la melodia che ne favorivano l’ascolto e la memorizzazione.

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