
Panoramica dell'area di scavo del 1956
con affaccio sul Mar Grande durante la costruzione dell'edificio
sovrastante.
Nell'area dell'abitato antico, sulla costa di Mar Grande, si conservano
i resti dello stilobate (basamento continuo di un colonnato) relativo
ad un portico profondo circa sei metri e aperto verso ovest. Sono
ancora in situ le basi delle colonne di ordine ionico-attico. Alle
spalle si sviluppa un'area parallela, ad un livello più alto,
costituita da una struttura muraria con paramento esterno in opus
reticulatum (opera reticolata: rivestimento perfettamente regolare
di tufelli a base quadrata che formano una trama a rete). Ad essa
si accede da una scala posta nell'angolo nord-orientale.

Veduta del paramento in opera reticolata,
in fase di scavo. Sullo sfondo il vecchio edificio che ospitava
il Palace Hotel
Le strutture conservate sono da riferire alle fasi di sviluppo urbanistico
che caratterizzò Taranto dall'epoca dell'imperatore Augusto,
fra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C. In questo
periodo, infatti, è documentata in città la costruzione,
nella medesima tecnica, dell'anfiteatro e dell'acquedotto proveniente
da Saturo, cui resti sono ancora conservati in Corso Italia.
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Particolare dell'imboccatura di una cisterna,
ricavata nel banco di roccia, che si conserva nella parte più
alta del sito, alle spalle del paramento in opera reticolata.
Non è possibile, allo stato attuale
delle conoscenze, stabilire lo sviluppo planimetrico dell'edificio,
fortemente compromesso dai lavori condotti nel sito nel 1956 anche
a seguito dei danneggiamenti apportati all'area di scavo. Se ne
deve escludere comunque la pertinenza alle cosiddette Terme di Montegranaro.
Saremmo, quindi, in presenza di una villa marittima suburbana, di
cui i resti superstiti istituirebbero parte del prospetto porticato
e degli annessi di un viridario (giardino).
Pianta
dei resti superstiti del porticato.
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